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Dubbi amletici

  • Asian Inn (ristorante orientale a Roma – dove non sono mai stata in vita mia, ci passo solo davanti quando torno a casa dal lavoro)
  • Infinite Jest (capolavoro della letteratura americana, scritto da David Foster Wallace che non vi consiglio di leggere perché io ci ho messo 6 mesi e non ho capito di cosa parla)

Cosa hanno in comune? Che io non so come si pronunciano, li leggo come sono scritti, e questa cosa un pò mi frustra. Sarà che sono anche diplomata al liceo linguistico…suggerimenti?

 

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Libertà

Oggi libertà è:

per la prima volta, dopo 10 anni che vivo in questa città, aver preso la macchina ed essere andata a cena dall’altra parte del mondo da sola.

E lo so che la verità è che dovrei vergognarmi di aver aspettato tanto e che per praticamente tutti sarebbe normale una performance del genere. Ma per me non è così, a me sta città mi mette proprio ansia (e i romani, scusate se ve lo dico, guidano come dei pazzi!) e quindi, dopo questa meravigliosa prodezza, io mi sento LI-BE-RA!!!

In farmacia…

“Buonasera vorrei queste (passando una ricetta – pillole anticoncezionali) e un generico dell’aspirina effervescente, se c’è”. Il farmacista fa una faccia strana, va a guardare negli scaffali sul retro, ci mette un po’, e torna a mani vuote dicendo “mi spiace, non ce l’ho”. “ok, se non ha il generico allora mi dia l’aspirina effervescente”. Lui torna con l’aspirina ma mancano ancora le pillole. “Mi servirebbero anche queste” – mostrando di nuovo la ricetta. E lui “Mi spiace signora, ma la versione effervescente non la ho”.

Le pillole effervescenti???!!! Caro signor farmacista, seppure qualcuno ti avesse chiesto una cosa del genere…ma tu devi andare a controllare sul retro per sapere che le pillole effervescenti non esistono? Vabbè, comunque io ho riso fino alle lacrime però ho avuto la delicatezza di iniziare a ridere fuori dalla farmacia…

Il pedinamento

Ieri è stato il mio compleanno. AUGURI!!!!

Oggi, unico festeggiamento che mi sono concessa, ho passato la pausa pranzo, con la mia amica super fashion, a fare un giro in uno dei templi della moda. Lo dico il nome di questo meraviglioso negozio? Si, lo dico: La Rinascente. Che dire. Il posto è bellissimo, luccicante, fresco, pieno di tutte le cose che vorrei comprare a 4 mani ma che non si può. A l piano terra ci sono make-up, borse, occhiali. Tutta roba piccola. Per questo motivo, mi ha fatto solo un po’ ridere notare una commessa che ci seguiva discretamente controllando che non mettessimo niente nella borsetta (che poi, la mia era anche piccola…cosa potevo “sbadatamente” sottrarre?) La cosa mi è sembrata un po’ più inquietante quando lo stesso è capitato al piano abbigliamento donna fashion e anche all’abbigliamento donna classica. Devo dire che ho iniziato a fare autocritica guardandomi allo specchio: sono vestita male? Ho il viso sporco di pizza? Forse puzzo? Tra l’altro passi per me, che non sono regina di eleganza, ma la mia amica trasuda letteralmente bon-ton da tutti i pori. Sarà solo una mia impressione, mi dico. Ma quando nel reparto casa mi trovo un commesso che, senza darlo a vedere (?) mi corre incontro mentre prendo in mano una scatolina porta-pillole per poi deviare bruscamente non appena la rimetto la suo posto…allora no, non sono io. Meglio andare via, che al prossimo che mi pedina mi sa che gli ringhio in faccia!!!!

Bellaaaaaaaaaaa…

…che non è una canzone e non è un complimento ricevuto per strada; e neanche il tipico saluto dei ragazzi romani (almeno fino a qualche anno fa). E’, invece, il nuovo intercalare del mio simpatico vicino di casa nottambulo. Eh si, la saga del vicino non accenna a finire. Fortunatamente quando fa caldo si sposta nell’altra stanza e noi dormiamo tranquilli nonostante la musica a volume altissimo e gli sproloqui infiniti. Sembra che parli al telefono (sembra soltanto però, perché siamo giunti alla conclusione che invece parla da solo) poi, a metà frase…bellaaaaaaaaaaaa…urlato con tutto il fiato e seguito da qualche brano musicale anni 80. E poi riprende il discorso con il suo amico immaginario esattamente da dove lo aveva lasciato. Quando decide di non far dormire i vicini dall’altro lato (e quindi lascia dormire noi) riusciamo anche a trovarlo spassoso. Siamo arrivati a cantare con lui e poi a urlare…bellaaaaaaaa…ridendo anche noi. Ma quando l’altra notte ha cantato per 30 minuti ininterrottamente il ritornello di piccola ketty mentre io cercavo disperatamente di prendere sonno, no, lì non mi sono divertita. Come anche quando ho, per l’ennesima volta, chiamato i carabinieri e loro hanno carinamente declinato l’invito a venire a trovarlo. Perché parlare a voce alta in piena notte non è cosa grave. E neanche disturbare solo 2 persone. Come minimo devi far passare le notti insonni a tutto il quartiere altrimenti sei solo un dilettante della molestia, non meriti una visita!!! E va bene, abbiamo capito che l’unica soluzione possibile (almeno tra le pacifiche) è fare l’isolamento acustico alla nostra stanza. E così sia, appena avremo due soldi per farlo. Anche se mi rode doverlo pagare io, anche se mi rode che la mia casa, già piccola, lo diventi ancora di più per colpa sua. Ma tutto sommato recuperare la pace notturna ne vale ampiamente la pena. E allora…BELLAAAAAAAAA!!!

Il bicchiere giusto

Io bevo il vino solo nei bicchieri da vino, preferibilmente quelli enormi, dove ti ci entra tutta la faccia. Anche se stiamo a cena a casa, da soli, ed il menù prevede un toast con prosciutto cotto e sottiletta. Ma se c’è il vino, c’è pure il suo bicchiere. Posso fare un’eccezione solo a pasquetta o a ferragosto, e solo se andiamo a fare una scampagnata nel nulla.

La coca cola invece si beve direttamente dalla lattina, perché tanto le bottiglie non le compro: non mi piace la coca cola della bottiglia. Al limite, se la situazione lo impone, posso sopportare il bicchiere da bibita.

E guai a fare l’aperitivo con i bicchieri da acqua. Piuttosto lavo quelli corretti, se sono indisponibili!!!

Per fortuna non bevo birra…ma tanto se qualcuno la beve a casa mia se la vedrà offrire un bicchiere apposito, ovviamente!!!

Il blog fa anche questo. Mi aiuta a focalizzare le mie stranezze che, mi accorgo, sono parecchie. Il problema è che ve ne accorgete pure voi!!!!

Che bel sonnellino!!!

Il fine settimana è stato, come sempre, bello intenso. Sci, piscina, vita sociale e chi più ne ha più ne metta. Una specie di tour de force. E così domenica pomeriggio, praticamente stremata, mi sono concessa un bel sonnellino pomeridiano. Non è da me dormire di pomeriggio. Se lo faccio poi sto un pò rinco per il resto del giorno e quindi evito. PErò ieri ci stava tutto e l’ho fatto e ho dormito come fosse note, svegliandomi fresca e riposata e me la sono goduta un sacco. E quindi mi sa che è ora che mi vado a fare le analisi. Si perchè l’unico periodo della mia vita in cui ho dormito così saporitamente durante il pomeriggio è stato proma della diagnosi. E dormivo tanto perchè nelle vene più che sangue avevo acqua…Ok, lo so che ieri ero solo stanca ed è per questo che ho dormito bene. E non ho nessun sintomo di nessun tipo. Però la prima cosa che ho pensato quando mi sono svegliata è che devo andare a farmi le analisi. Certo che il cervello umano è proprio una strana macchina!!!!