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10

Che bel numero rotondo è il 10! Ma il mio numero preferito è sempre stato il 7
7 come il 7 agosto, il mio compleanno
7 come il 7 novembre, il mio ri-compleanno
Oggi, il 7 novembre 2014, il mio nuovo midollo compie 10 anni e così i due numeri preferiti si uniscono in una data davvero speciale.
Sono 10 anni di me, di Ale, della mia famiglia, dei mie amici, di amore, di sogni realizzati e di sogno naufragati, di emozioni, di gioie e dolori, di conquiste e di perdite.
10 anni in cui non sono diventata necessariamente una persona migliore ma sono cresciuta ed ho vissuto tanto e anche solo per questo, per aver avuto l’opportunità di vedere il mio primo capello bianco, sono grata. Grata a tutti quelli che hanno contribuito a farmi rimanere qua e grata alla vita stessa, perchè poi puoi impegnarti quanto vuoi ma non sei tu che decidi se vincere o perdere.

p.s. proprio in questi giorni vengo a sapere che un altro amico non è arrivato alla cima della montagna che scalava con coraggio e determinazione. Anche in questo giorno di gioia rmane un velo di dolore che mi accompagna. Ciao Alessio

L’estate che non c’è

Cosa sarà mai successo nel piccolo mondo di piccolaVale? Un sacco di cose tra cui:

Le vacanze/lavoro sulla solita isola adorata. Una settimana meravigliosa di lavoro e immersioni e una, meno meravigliosa, di più lavoro e meno immersioni e qualche incomprensione, e un po’ di fatica.

Al ritorno la doccia fredda di cui già parlavo nel post precedente. Una recidiva (la quarta) che lascia ben poche speranze per un bambino che seguo da tempo. Ok, diciamolo come si deve, nessuna speranza. Nessuna. Ci ho messo un po’ di giorni per venire a patti con questa cosa e ora la metto qua, nella miscellanea delle notizie, perché non ce la faccio proprio a parlarne sul serio che se mi fermo a pensarci ancora mi si ingarbuglia lo stomaco in maniera irreversibile.

DivingLine inizia la stagione autunnale con un ottimo risultato. Questa settimana il primo giorno di overbooking della nostra storia ci farà lavorare tantissimo ma ci renderà anche contentissimi e ci darà la carica per affrontare un paio di mesi belli pieni di lavoro e fatica

Sono stata a vedere il relitto più affascinante del mondo. O almeno quello più affascinante che abbia visto fin’ora e che sta in Italia, ad Arenzano: l’Haven. E’ stato un fine settimana bellissimo e rilassante e le immersioni sono state così belle da farmi girare la testa (più probabilmente era l’effetto dell’azoto, ma così fa più romantico)

Sono stata al matrimonio di un’amica che non vedevo da tempo: bellissima lei, bellissima la serata, bellissimo il matrimonio che parlava di lei, di loro, in ogni suo più piccolo particolare. Dettagli a cui io non avrei mai mai pensato che si fondevano in un’armonia davvero sorprendente.

Al ritorno dal matrimonio mi sono fermata a mettere il diesel alla macchina che mia madre mi aveva prestato per andare alla cerimonia. Che brava figlia, starete pensando voi…peccato che la macchina di mia madre sia a benzina e che io me ne sia accorta solo dopo aver fatto rifornimento. Ho vissuto attimi di vero panico pensando al motore distrutto e a me che dovevo ricomprare la macchina alla mia mamma (e spiegare ad Ale l’accaduto). Ho scoperto, per fortuna, che il diesel in una macchina a benzina non è letale e che ho solo buttato al vento 10 euro. E grazie al mio braccino corto che non mi ha fatto pensare di fare il pieno!

Ho passato, per la prima volta da molto tempo, un fine settimana senza Ale. Io al matrimonio e lui impegnato nell’ennesimo fine settimana di immersioni. E si, va bene, alle coppie fa bene stare separate ogni tanto, ci si riappropria dei propri spazi e bla bla bla. Però preferisco quando stiamo insieme.

Sono andata a cena fuori con mio fratello dopo tanto tempo che non succedeva. E me la sono goduta minuto per minuto.

Ecco, tutto questo di bello e di brutto è successo nella mia vita nell’estate che non c’è.

Ritorno

Oggi era il giorno del ritorno e del racconto, entusiasta a tratti, delle mie vacanze/lavoro.

Oggi “Lei” è tornata a colpire, a colpire duro. E anche se non ha colpito vicino, mi è passata lo stesso la voglia. Certe volte la vita non è giusta per niente.

 

Ciao Vecchio

Il Vecchio aveva il profumo del pane. Facile, come associazione, visto che faceva il fornaio. E io lo vedevo sempre così; lo guardavo e pensavo a pane, pizza e biscotti. Quando ero bambina, e ragazza, non lo vedevo spesso. Era uno di quegli zii un po’ “lontani” geograficamente, certo, ma anche come vera e propria presenza nella mia vita. Poi sono diventata grande ed ho conosciuto lei: la leucemia. Che tra gli altri sconvolgimenti che mi ha portato, mi ha anche strappata dalla mia casa per relegarmi in un ospedale in un’altra città; un ospedale vicino vicino a casa del Vecchio. E le porte di quella casa, che per anni non avevamo varcato, si sono aperte a me e alla mia famiglia, diventando un porto sicuro, un abbraccio affettuoso che si stringeva intorno a noi. Io ero sempre in ospedale ma lui, il Vecchio, con la sua Vecchia sempre al suo fianco, ha tenuto strette le mani della mia mamma e delle mia nonna che nella sua casa hanno trovato parole di conforto e di incoraggiamento. E quando non ero in ospedale e passavo a salutarli, c’era sempre un biscotto per me, o un fiadone ad aspettarmi per risvegliare il mio appetito sopito dalle cure.  Perché i Vecchi erano in pensione, ma intorno a loro aleggiava ancora il profumo del pane. Un brutto giorno la leucemia è entrata anche nella sua casa, molto più di quanto non avesse ancora fatto con la mia presenza, andando a conoscere uno dei suoi figli. Allora abbiamo combattuto tutti insieme, uniti dalla stessa forza e dalla stessa paura: e quando La malattia ha vinto sul mio ritrovato cugino, loro, nell’ immenso dolore della perdita di un figlio, si sono comunque stretti attorno a me, ormai in remissione, felici che comunque qualcuno si fosse salvato…anche se magari era il “qualcuno” sbagliato.

Sono passati alcuni anni, e oggi il Vecchio se n’è andato, consumato dalla solita malattia, della quale non si è preoccupato, troppo impegnato in “cose più importanti”.

Ciao zio Pe’ , spero che tu stia impastando i biscotti lì in cielo con Carlo.

Maternità?

Qualche tempo fa stavo leggendo questo post da cui sono rimasta molto colpita, tanto che mi sono letta anche tutti i commenti, tanti, che ha scatenato. In parte mi ha colpito il fatto che a scriverlo sia stata una donna che ha due figli e che, nonostante questo, è riuscita a mettersi così bene nei panni della mamma mancata; e altrettanto mi ha colpito il fatto che, nei commenti, ritrovo tante, tantissime donne che conoscono e riconoscono  perfettamente l’enorme dolore che viene descritto. E so che ne esistono tante. Alcune le conosco personalmente e so che, dietro una facciata sempre sorridente, si nasconde un tormento che sta lì, nell’angolino, ma che rosicchia la sua parte di cuore. Ecco, io dovrei essere una di queste donne…ma non lo sono. E questo, in un modo un po’ perverso, mi fa sentire strana, invece di darmi sollievo. Io non mi sento “mezza” perché non posso avere figli; i figli dei miei amici mi generano un moto di tenerezza, mi portano sempre un sorriso che non è venato di malinconia ma vero e sereno. Non ho fitte al cuore quando passo davanti ad un negozio di abbigliamento per bambini. E mi sento strana per questo. Perché tutti si aspettano che ci si debba disperare per non poter avere figli e io invece non mi sento disperata, non mi sento triste, non mi sento inadeguata, non mi senti diversa. Sono sicura che l’amore per un figlio sia totalizzante e che, una volta provato, non se ne possa più fare a meno, ma io non lo conosco e quindi non ne sento la mancanza. E non coltivo i miei hobby per riempire un vuoto ma semplicemente perché ne ho il tempo e mi diverto.  Chissà, magari in un imprecisato futuro quello che dentro di me si è bloccato si sbloccherà, il mio corpo ricomincerà a funzionare, deciderò di avere un figlio e penserò che prima (cioè ora) ero una pazza che vaneggiava. Però per il momento mi tengo il mio diritto ad essere felice, anzi, a non essere infelice, ed a vivere la mia vita serenamente.

Giusto per dire che ci sono ancora…

La vena scrittoria latita da un pò. Scrivo, a dire il vero, ma niente che meriti di essere pubblicato (e questo la dice lunga se si tiene presente il livello generale del blog J). Sono felice e sono triste, allegra e malinconica, serena e arrabbiata. La vita, come sempre, è una specie di altalena sulla quale ci teniamo forte per non cadere e, contemporaneamente, godiamo della velocità e del vento tra i capelli. Però non è che qualcosa vada male, eh! Anzi! Ho passato un Natale meraviglioso, un giorno speciale insieme alla mai famiglia come non succedeva da tempo, tante fantastiche giornate sulla neve insieme al mio maritino a sciare come pazzi, tanti giorni allegri con parenti ed amici a mangiare come se non ci fosse un domani. Insomma, il 2013 si è concluso tra luci e ombre, tra gioia e dolore  e mi auguro, e vi auguro, che in nuovo anno ci porti un mare di emozioni, possibilmente di quelle positive. E mi auguro anche di riprendere a scrivere qualcosa di più interessante di così. A presto.

Il vortice

Felicità, ansia, tristezza, gioia, divertimento, sconforto, stanchezza, ottimismo, serenità, cupezza, risate, lacrime, spaesamento…questo vortice di emozioni che si alternano alla velocità della luce mi fa sentire frastornata (un’altra emozione?)…a volte penso che non ce la posso fare, però sono così cocciuta che non mi arrenderò mai!!!

Stelle e stalle

Decisamente questo è un periodo altalenante. Passo dalle stelle alle stalle nel giro di pochissimo. A volte addirittura nello stesso giorno. Ed oggi è decisamente iniziato come un giorno di stalle. Anzi, a dire il vero, il periodo down si protrae quasi ininterrotto da un paio di giorni. Ho passato un anniversario di matrimonio che speriamo non ce ne siano più così, litigando praticamente tutto il giorno, lavorando insieme senza quasi parlarci, arrivando a casa per cena a notte fonda e andando a dormire con addosso una stanchezza psico-fisica senza eguali. Il giorno successivo – ieri – è andata decisamente meglio; sempre faticoso ma almeno più positivo. Oggi la giornata si prevede più riposante fisicamente però…non ho mai sentito Ale distante da me. Abbiamo litigato, anche furiosamente, abbiamo passato insieme momenti difficili, ma l’ho sempre sentito vicino. Oggi mi sembra distante, distratto, scocciato. E questa cosa mi destabilizza non poco. Non ci sono abituata. Non voglio abituarmici. Siamo stanchi, lo so. Questo è stato un anno duro, ricco di novità e di passione, di esperienze meravigliose e di gioia, di nuovi impegni elettrizzanti e divertenti, ma decisamente duro e abbiamo bisogno di riposo e di tempo per noi.

Depression time

No, ok, non sono veramente depressa. Ma diciamo che il lunedì non è iniziato nel migliore dei modi. Oggi è una di quelle giornate in cui in ufficio non ho nulla da fare. Soffro veramente in questi casi perché le giornate si trascinano lentamente e sembrano lunghissime. Oltre tutto, chi dovrebbe “procurarti” il lavoro se ti vede con le mani in mano sente anche il bisogno di guardarti come se fossi un essere inutile che sta rubando lo stipendio. Ma io vorrei lavorare, davvero. Ma se le attività sono ad un punto morto che ci posso fare? Comunque non è questo il problema. Devo riuscire a farmi venire una buona idea per lanciare la scuola subacquea che, per il momento, langue. Ho puntato sul binomio colleghi/cibo invitando un po’ di persone  a venire in piscina a fare una prova gratuita e organizzando, subito dopo la prova, un pranzo tutti insieme. La logica è che il cibo gratis non si rifiuta mai. Ma inizio a pensare che sia una logica sbagliata visto le poche, pochissime adesioni. Che poi non è la non adesione che mi fa rimanere male. E’ il vero e proprio disinteresse che vedo intorno. Quanto costa rispondere ad una mail di invito? Io non pretendo che le persone vengano se non ne hanno voglia però…potreste rispondere almeno “no, grazie”? Anzi, mi accontento anche di “no” e basta. Invece niente. Neanche una risposta. E parlo di persone sedute a due metri di distanza da me tutti i giorni. Poi, a domanda diretta, tutti hanno una risposta. Impegni pregressi, compleanno di genitori e parenti, mal d’orecchio che non permette di avvicinarsi all’acqua. E allora non mi potevi rispondere alla mail? Troppa fatica? Ok, ho capito l’antifona. Anche i colleghi di lavoro non sono da prendere in considerazione, proprio come parenti ed amici. Rimangono solo gli estranei da poter coinvolgere. E dire che si tratta di un’emozione che ha pochi eguali nella vita di tutti i giorni. Ma non ci arrendiamo, questi sono solo i piccoli incidenti di percorso che servono a fortificarci. Troveremo la strada per arrivare al cuore delle persone e per portarle nel meraviglioso mondo sommerso. La troveremo!

Periodi

Certo nella vita ci sono i periodi. Quelli buoni e quelli cattivi. I facili e i difficili. Questo però è un periodo misto. Mica lo sapevo che esistessero. Eppure è così. Abbiamo iniziato, finalmente, il primo corso di sub con il nostro nome sopra, tutto fatto come lo vogliamo noi. Bellissimo. Sabato, alla prima lezione, ci siamo divertiti tanto e siamo anche riusciti a far divertire ed entusiasmare gli allievi (cosa che poi è la nostra fonte di gioia). Insomma, una cosa davvero bellissima; proprio come mi aspettavo che sarebbe stata e anche se l’istruttore ufficiale non sono io ma Ale.

Però non sono tutte rose e fiori. Il lavoro (quello vero) è noioso e piatto, in questo periodo non c’è molto da fare e a me questa situazione risulta alienante. Preferisco di gran lunga avere da lavorare per due che non averne affatto. Per comprare tutta l’attrezzatura per la scuola abbiamo fatto un grande sforzo economico per cui adesso dobbiamo fare i conti qualunque cosa si voglia fare. E, e questa è la cosa peggiore, il nostro vicino di casa continua a disturbare le nostre notti. Sono ormai mesi che dormiamo sul divano per porre tra noi e lui la massima distanza possibile. Gli abbiamo scritto un biglietto chiedendogli di non fare rumore, abbiamo parlato con lui, con il padre, con il fratello. Abbiamo chiamato i carabinieri in piena notte. Niente. Sta buono per un po’ e poi ricomincia. E questo cosa comporta? Solo che io e Ale abbiamo i nervi a pezzi e litighiamo più o meno di continuo. E sta cosa mi logora, davvero. Io non ce la faccio a discutere sempre. Tutto sommato sono una persona assolutamente pacifica, tanto che prima di chiamare le forze dell’ordine per il mio vicino ho dormito sul divano per quasi un anno. Perché io non voglio litigare. Con nessuno. Soprattutto però con le persone che amo. Lui scatta per ogni cosa, anche se gli chiedi se ha controllato la posta elettronica. Ed io, quando scatta, invariabilmente gli rispondo male. Sono solo periodi. E i periodi passano. E dopo il periodo burrascoso, come per incanto, torna il sereno e spunta il sole. Almeno spero. E speriamo presto.