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Willie, ricordi e pregiudizi

Estate 1991…o 90…o anche 92…

Ero al mare, da mia nonna, come tutte le estati della mia vita fino a quel momento. La sera uscivo con i miei amici e, sul lungomare, c’era un ragazzo di colore con una bancarella che vendeva chincaglieria varia. Noi ci fermavamo sempre a chiacchierare con lui, era carino e simpatico; spesso rimanevo seduta sulla panchina accanto a lui per un po’ a parlare e ad aspettare l’arrivo di qualche turista che volesse comprare qualcosa. Gli piacevo, credo. Una sera mi ha detto “domani vieni con me in un posto”; credo fosse il suo modo per chiedere di uscire ma io al momento l’ho interpretato diversamente, solo una richiesta di accompagnarlo da qualche parte. La sera dopo quindi mi sono presentata da lui, contravvenendo a tutte le regole di mia nonna e forse anche alla regola del buon senso, e siamo partiti con la sua sgangheratissima macchina. Mi ha portato alle giostre. Io passavo da una ballerina ad un tagadà e lui mi guardava senza mai salire da nessuna parte. Dopo qualche giro siamo andati sul retro della struttura delle giostre. C’erano una decina, forse più, di ragazzi suoi amici seduti per terra a chiacchierare, scherzare, fumare. Era buissimo e riuscivo a vedere solo i loro occhi che mi osservavano con curiosità, forse stupore…non credo che fossero molte le quindicenni che si aggiravano da quelle parti di solito. Poco dopo siamo andati via e tornati sui nostri passi. Sono tornata a casa poco più tardi, perfettamente entro l’orario prefissato da mia nonna.

Ieri, senza un vero perché, mi è tornato vivido alla mente il ricordo di quella serata a cui non pensavo da anni. Mi ricordo addirittura come ero vestita (ma stenderei un velo pietoso sul mio look da adolescente)

Il mio primo pensiero all’ affacciarsi di quel ricordo, è stato che ero una ragazzina irresponsabile che non sapeva cosa stava facendo. La cosa che generalmente si pensa delle ragazze che sentiamo nelle notizie di cronaca in cui si dice “è stata vista allontanarsi con un ragazzo appena conosciuto” e delle quali diciamo “si però che ci è andata a fare?”

E subito dopo mi sono rimproverata. Ero fiduciosa e serena mentre oggi i miei ricordi sono venati di pregiudizio? E’ giusto essere così cauti, negarsi (o negare ai propri figli) di conoscere persone diverse da noi?

Alla fine di quell’ estate Willie ci ha salutati ed è andato in Francia. Mi ha scritto un paio di volte e poi non l’ho più sentito. Però era una bella persona, questo lo so di sicuro.

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