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Ritorno

Oggi era il giorno del ritorno e del racconto, entusiasta a tratti, delle mie vacanze/lavoro.

Oggi “Lei” è tornata a colpire, a colpire duro. E anche se non ha colpito vicino, mi è passata lo stesso la voglia. Certe volte la vita non è giusta per niente.

 

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Il vortice

Felicità, ansia, tristezza, gioia, divertimento, sconforto, stanchezza, ottimismo, serenità, cupezza, risate, lacrime, spaesamento…questo vortice di emozioni che si alternano alla velocità della luce mi fa sentire frastornata (un’altra emozione?)…a volte penso che non ce la posso fare, però sono così cocciuta che non mi arrenderò mai!!!

Salute per ricchi????

Oggi su facebook girava una notizia che mi ha lasciata di stucco. Veramente basita, e poi arrabbiata e frustrata. E ovviamente, per trovarne traccia altrove ho fatto parecchia fatica. Neanche i giornali on-line la riportano e ho dovuto fare un paio di ricerche mirate su Google per arrivare a questo. In pratica ci sono due chemioterapici che sono stati ammessi alla distribuzione ai pazienti, ma a pagamento. E parliamo di cifre a 3 zeri anche solo per iniziare la somministrazione. Si dovrebbe trattare di un’inchiesta dell’espresso ed è mia intenzione informarmi meglio. Sperando che ci sia qualche errore. Che domani troveremo una secca smentita da qualche parte.

Nonostante la sanità italiana attualmente sia in disgrazia, ho sempre detto (e continuerò sempre a farlo) che io sono in debito, grandissimo debito, con il sistema sanitario nazionale. Perché, se fossi nata in America, io probabilmente ora sarei morta. Morta di mancanza di cure, provenendo da una famiglia decisamente non abbiente. E sono sempre stata orgogliosa di dire che nel nostro paese, nonostante i mille difetti (divenuti anche 100.000 negli ultimi tempi), tutti, e dico TUTTI, hanno diritto alle cure necessarie a sconfiggere la malattia.  Davvero non vorrei scoprire, domani, di non poter più affermare questa cosa. Non voglio pensare che, se venissi estratta di nuovo dal bussolotto, o se succedesse a qualcuno dei miei cari, saremo costretti a fare i conti non solo con le cellule impazzite ma anche con il portafoglio. Perché questo non è, per me, segnale di un paese civile, ma soltanto di uno che antepone le logiche del denaro a quelle della vita.

Bellaaaaaaaaaaa…

…che non è una canzone e non è un complimento ricevuto per strada; e neanche il tipico saluto dei ragazzi romani (almeno fino a qualche anno fa). E’, invece, il nuovo intercalare del mio simpatico vicino di casa nottambulo. Eh si, la saga del vicino non accenna a finire. Fortunatamente quando fa caldo si sposta nell’altra stanza e noi dormiamo tranquilli nonostante la musica a volume altissimo e gli sproloqui infiniti. Sembra che parli al telefono (sembra soltanto però, perché siamo giunti alla conclusione che invece parla da solo) poi, a metà frase…bellaaaaaaaaaaaa…urlato con tutto il fiato e seguito da qualche brano musicale anni 80. E poi riprende il discorso con il suo amico immaginario esattamente da dove lo aveva lasciato. Quando decide di non far dormire i vicini dall’altro lato (e quindi lascia dormire noi) riusciamo anche a trovarlo spassoso. Siamo arrivati a cantare con lui e poi a urlare…bellaaaaaaaa…ridendo anche noi. Ma quando l’altra notte ha cantato per 30 minuti ininterrottamente il ritornello di piccola ketty mentre io cercavo disperatamente di prendere sonno, no, lì non mi sono divertita. Come anche quando ho, per l’ennesima volta, chiamato i carabinieri e loro hanno carinamente declinato l’invito a venire a trovarlo. Perché parlare a voce alta in piena notte non è cosa grave. E neanche disturbare solo 2 persone. Come minimo devi far passare le notti insonni a tutto il quartiere altrimenti sei solo un dilettante della molestia, non meriti una visita!!! E va bene, abbiamo capito che l’unica soluzione possibile (almeno tra le pacifiche) è fare l’isolamento acustico alla nostra stanza. E così sia, appena avremo due soldi per farlo. Anche se mi rode doverlo pagare io, anche se mi rode che la mia casa, già piccola, lo diventi ancora di più per colpa sua. Ma tutto sommato recuperare la pace notturna ne vale ampiamente la pena. E allora…BELLAAAAAAAAA!!!

Amore e lavoro

E’ ufficiale. Lavorare insieme, moglie e marito, è dura. Molto dura! Vivere insieme è una gioia, la quotidianità è felicità pura ma il lavoro…meglio di no, davvero. E meno male che è un lavoro che entrambi amiamo alla follia!!! E’ tutto una discussione, spesso una lite. Però teniamo duro, troveremo un punto di incontro, un modo per lavorare bene insieme. Che poi il problema sta tutto nella parte organizzativa. Nei corsi siamo una squadra perfetta e i nostri allievi sono contenti e soddisfatti. Ma con la logistica…ottimi risultati anche lì, ma quante discussioni!!!

Periodi

Certo nella vita ci sono i periodi. Quelli buoni e quelli cattivi. I facili e i difficili. Questo però è un periodo misto. Mica lo sapevo che esistessero. Eppure è così. Abbiamo iniziato, finalmente, il primo corso di sub con il nostro nome sopra, tutto fatto come lo vogliamo noi. Bellissimo. Sabato, alla prima lezione, ci siamo divertiti tanto e siamo anche riusciti a far divertire ed entusiasmare gli allievi (cosa che poi è la nostra fonte di gioia). Insomma, una cosa davvero bellissima; proprio come mi aspettavo che sarebbe stata e anche se l’istruttore ufficiale non sono io ma Ale.

Però non sono tutte rose e fiori. Il lavoro (quello vero) è noioso e piatto, in questo periodo non c’è molto da fare e a me questa situazione risulta alienante. Preferisco di gran lunga avere da lavorare per due che non averne affatto. Per comprare tutta l’attrezzatura per la scuola abbiamo fatto un grande sforzo economico per cui adesso dobbiamo fare i conti qualunque cosa si voglia fare. E, e questa è la cosa peggiore, il nostro vicino di casa continua a disturbare le nostre notti. Sono ormai mesi che dormiamo sul divano per porre tra noi e lui la massima distanza possibile. Gli abbiamo scritto un biglietto chiedendogli di non fare rumore, abbiamo parlato con lui, con il padre, con il fratello. Abbiamo chiamato i carabinieri in piena notte. Niente. Sta buono per un po’ e poi ricomincia. E questo cosa comporta? Solo che io e Ale abbiamo i nervi a pezzi e litighiamo più o meno di continuo. E sta cosa mi logora, davvero. Io non ce la faccio a discutere sempre. Tutto sommato sono una persona assolutamente pacifica, tanto che prima di chiamare le forze dell’ordine per il mio vicino ho dormito sul divano per quasi un anno. Perché io non voglio litigare. Con nessuno. Soprattutto però con le persone che amo. Lui scatta per ogni cosa, anche se gli chiedi se ha controllato la posta elettronica. Ed io, quando scatta, invariabilmente gli rispondo male. Sono solo periodi. E i periodi passano. E dopo il periodo burrascoso, come per incanto, torna il sereno e spunta il sole. Almeno spero. E speriamo presto.

Momenti

E poi arriva il momento in cui un velo nero ti avvolge e cambia la tua visione della vita. Tu in questo momento sei bella comoda nel tuo bozzolo di felicità. Sei contenta, stai realizzando, pian piano, i tuoi sogni; il tuo lavoro, che ultimamente odii, in questo periodo ti sembra più piacevole. Lavori con dei colleghi con cui ti trovi bene, segui dei progetti stimolanti e non ti pesa più troppo alzarti la mattina per andare in ufficio. Insomma, va tutto per il meglio. Poi un fine settimana torni a casa, dalla tua famiglia, e ti accorgi che non è tutto così perfetto. Vieni a sapere che tu fratello, che adori, e sua moglie hanno dei problemi seri di cui a te nessuno aveva parlato; e inizi a chiederti “perchè?” Già, proprio quella domanda che non ti eri mai posta, neanche nei momenti più bui della tua vita. Si perchè non puoi chiedertelo quando ti trovi di fronte alla malattia che, si sa, non guarda in faccia nessuno. Te lo chiedi nel momento in cui il dolore arriva da dove non te lo aspetti, da persone che, pensi, dovrebbero voler bene a tuo fratello e sua moglie. E invece….Continui a non capire come sia possibile, nella tua mente c’è un turbinio di domande che non hanno risposta e vorresti fare qualcosa per lui, per loro, ma non puoi. Non puoi fare niente per loro se non essere lì vicino a tenerli per mano, anzi abbracciarli e fargli capire che da questa parte il sostegno c’è e ci sarà per sempre. E in quel momento le lacrime scorrono. Piangi per lui, per il tuo fratellone che con te ha condiviso tante gioie e tanti dolori, piangi per tua madre che soffre con lui a ogni respiro, che prende il sonnifero perchè non riesce a dormire e poi, nonostante “la pasticca” se ne va in giro di notte per casa come un’anima in pena. E piangi per il tu bozzolo di felicità, ormai incrinato e pieno di falle. Chè tu non puoi essere veramente felice se le “tue persone” non lo sono con te.