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A casa

Nella vita “normale” io non sto mai a casa.  Tra il primo lavoro, il secondo lavoro, le uscite del fine settimana con gli allievi e, in inverno, i fine settimana sugli sci, mediamente sto a casa tre sere a settimana che dedico all’allenamento. Questo comporta non avere tempo per niente che riguardi la gestione domestica: pulizie, spolvero, bucato, cucina sono tutte cose relegate ad una manciata di minuti che, per quanto ben gestiti, danno la possibilità di mantenere una “gestione ordinaria” ma certo non di eccellere nell’attività casalinga. Risultato? Un accumulo infinito di “farò” e di “vedrò” ma soprattutto di “butterò” in cui il momento giusto non arriva mai.

Ora, nella vita folle che questo marzo 2020 ci sta offrendo, tutto questo è cambiato. Fortunatamente ho ancora il primo lavoro, quello d’ufficio che impegna le mie giornate dalle 9.00 alle 18.00 per 5 giorni a settimana ma la scuola è ferma e quindi le serate ed i weekend sono pieni di tempo. E allora perché non dedicarsi a quelle attività declinate fino ad ora al futuro? Nel fine settimana, al mattino, apro uno sportello a caso, tiro fuori qualunque cosa ci sia dentro, pulisco come se non ci fosse un domani e poi rimetto dentro solo il necessario. Il resto via! Ho scoperto che provo un piacere perverso nel riempire buste e buste di cose, del tutto inutili, che conservavo da anni. Mi sembra di rinnovare la casa e la vita, gli spazi aumentano, l’ordine diventa più semplice anche per gente caotica come noi e mi guardo intorno con un senso di soddisfazione che non provavo da tempo. Certo, potessi anche ritinteggiare sarei una donna felice e se il corriere (il giorno prima che tutto si fermasse davvero) mi avesse portato il gazebo che avevo ordinato per il giardino al posto del tavolo celeste con due sedie che in effetti è arrivato, sarebbe ancora meglio! Usciremo di nuovo di casa (speriamo presto), il caos tornerà prepotente tra le nostre mura domestiche – e sarà bellissimo – ma per ora la parola d’ordine è LIBERARE!

Il bicchiere giusto

Io bevo il vino solo nei bicchieri da vino, preferibilmente quelli enormi, dove ti ci entra tutta la faccia. Anche se stiamo a cena a casa, da soli, ed il menù prevede un toast con prosciutto cotto e sottiletta. Ma se c’è il vino, c’è pure il suo bicchiere. Posso fare un’eccezione solo a pasquetta o a ferragosto, e solo se andiamo a fare una scampagnata nel nulla.

La coca cola invece si beve direttamente dalla lattina, perché tanto le bottiglie non le compro: non mi piace la coca cola della bottiglia. Al limite, se la situazione lo impone, posso sopportare il bicchiere da bibita.

E guai a fare l’aperitivo con i bicchieri da acqua. Piuttosto lavo quelli corretti, se sono indisponibili!!!

Per fortuna non bevo birra…ma tanto se qualcuno la beve a casa mia se la vedrà offrire un bicchiere apposito, ovviamente!!!

Il blog fa anche questo. Mi aiuta a focalizzare le mie stranezze che, mi accorgo, sono parecchie. Il problema è che ve ne accorgete pure voi!!!!

Il vicino nottambulo

Da un po’ di tempo ho un vicino di casa che, per essere gentile, definirei un nottambulo. Di giorno non si vede e non si sente; la sera, quando io vado a dormire, lo sento parlare a voce molto alta. Le pareti delle nostre case, si sa, non hanno isolamento acustico, ma devo dire che a casa mia non ho mai sentito conversazioni degli altri. Ecco, lui sembra che venga a distendersi a letto, tra me e Ale e che lì inizi le sue elucubrazioni. Ieri sera, verso le 23.00 era lì con il suo vocione a dire (mi scuso con i romani se non riesco a riportare esattamente) “ A Pa’, se mettemo insieme io tu, tu madre e tu padre, tiramo su 3000 euri ar mese e st’apposto!!! No? Ma vattene affan…lo!“.  Ora, questa simpatica conversazione si ripete all’infinito includendo, di volta in volta, zii, cognati, genitori e chi più ne ha più ne metta. Tra l’altro forse è al telefono perché il fantomatico Pà (papà? Paolo? Paride? Patrizia?) non apre bocca o, se la apre, lo fa a volume più basso. Finisce sempre che Ale si mette i tappi alle orecchie e si addormenta. Io, che i tappi non li sopporto, dopo un po’ mi addormento lo stesso. Questa notte alle 3 mi sono svegliata per bere e che sento?   ) “ A Pa’, se mettemo insieme io tu, tu madre e tu padre, tiramo su 3000 euri ar mese e st’apposto!!! No? Ma vattene affan…lo!“ e penso…ma che davero??? Ancora? Alle 3 di notte? Sta cosa un po’ mi inquieta. Intanto perché devi essere ben strano per fare lo stesso discorso per 4 ore in piena notte, poi perché l’appartamento di fianco a l mio (da dove viene la voce) è VUOTO!!! I miei vicini si sono trasferiti qualche mese fa e da allora è tutto chiuso e buio. Si sente solo sta voce di notte, e solo qualche volta. Poi io, si sa, sono pure fantasiosa e quindi ho varie teorie:

–          i vicini ci stanno facendo una ripicca per qualcosa e hanno architetta tutto questo?

–          L’ex vicino che ha lasciato la casa la affitta a evasi e latitanti della peggior specie?

Vabbè, speriamo che almeno abbassino la voce!!!

Scalini

Qualche giorno fa ho fatto una scoperta per me sensazionale. Non tutti contano gli scalini quando salgono o scendono le scale. Si lo so, ora state guardando il vostro monitor con espressioni allucinate. Ma io ho sempre contato tutti gli scalini. E così, qualche giorno fa, mentre decidevamo, in ufficio, tra ascensore e scale io ho detto “ma sono solo 60 scalini da salire, che sarà mai!” un mio collega mi guarda allucinato: “ma che conti gli scalini?”. Bè si, io li conto. Sempre. So quante scale si devono affrontare in ogni fermata della metro che frequento, nel palazzo del mio ufficio, a casa dei miei suoceri. Ovunque insomma. Ma davvero voi non li contate?

Piccole manie

Ultimamente leggevo su qualche sito “gossippegno” che i vips hanno,chi più chi meno, le loro piccole manie e mi sono soffermata a pensare che pure io ho le mie…piccole si, ma abbastanza strane…Un esempio? Voglio che gli interrutttori della luce, se sono uno vicino all’altro, siano tutti nella stessa posizione: o tutti su, o tutti giù…non so se ho reso l’idea…sono capace di farmi il mio piano di accendimento/spegnimento luci in modo che gli interruttori coincidano. Quindi la sera, prima di andare a letto, pianifico: ora accendo la luce da qui e la vado a spegnere da lì in modo che l’interruttore A e il B siano posizionati correttamente. Ovviamente tutto questo nel silenzio della mia mente, che se Ale loi scopre chiede sicuramente il divorzio!!!!

E voi? Le avete le vostre piccole manie? Raccontate!!!