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Tredici

E siamo arrivati a tredici.

Tredici anni fa…chi l’avrebbe potuto dire che sarebbe arrivato questo giorno? Il mio tredicesimo re-birthday. Sembra lontanissimo e sembra ieri il giorno, tanto atteso, dell’autotrapianto. In questi tredici anni sono cresciuta tanto, cambiata tanto; ho fatto mille cose che sognavo, mille a cui non avrei mai pensato, ne ho sognate mille che non sono riuscita a fare e per le quali mi impegnerò nei prossimi tredici.

E comunque…gran bel risultato!

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Speranza

Sono stata libera dalla malattia per tanto tempo. Libera mentalmente intendo, ché fisicamente, per fortuna e per il momento, lo sono ancora. Non che non ci pensi mai, per me sarebbe praticamente impossibile credo. Però si tratta di pensieri fugaci che mi scivolano addosso senza lasciare traccia; sempre se togliamo i miei momenti di terrore prima di dormire di cui spesso ho parlato.

Qualche giorno fa però sono andata a lavorare presso l’ufficio di un cliente. Non tra le mie persone quindi, ma circondata da “semi sconosciuti”. Una di loro ha iniziato a parlare della sorella che ha scoperto da poco di essere malata. Come tutte le persone catapultate nella malattia da un momento all’altro, lei cercava, parlando con i colleghi, un appiglio per superare quei momenti, per trovare una speranza, per aggrapparsi a qualcosa. Io ascoltavo passivamente, non la conosco che di vista…però…le analisi di cui parlava, l’iter della scoperta, gli approcci alle cure erano familiari…troppo familiari…e allora non ho potuto farne a meno: “Leucemia?” le ho chiesto. Si è stupita della mia diagnosi così sicura. “Si, leucemia”. Mi si è accapponata la pelle, nel vero senso della parola e come non mi succedeva da tanto tanto tempo. L’ho guardata sorridendo, anche se con gli occhi lucidi e la pelle d’oca nonostante la giornata calda “Se può esserti di conforto, l’ho avuta anche io, tredici anni fa, e sono ancora qui”. Sono seguite settemila domande, confronti, lacrime e sorrisi e quella pelle d’oca che è iniziata allora e che ho ancora adesso mentre lo racconto. E’ stato un momento meraviglioso e tremendo nel quale ho riprovato tante sensazioni che credevo dimenticate, nel quale ho capito che no, non sono totalmente libera dalla malattia perché quelle sensazioni sono parte di me e mai mi lasceranno ma torneranno a travolgermi in casi come questo. Non si tratta di una cosa brutta. Sono stata davvero felice di poter essere di aiuto, di conforto, a qualcuno che sta iniziando un percorso così duro e che io conosco così bene. Lei è andata via con il sorriso sulle labbra per la prima volta da giorni. Perché aveva trovato quella speranza che cercava; perché quel giorno poteva andare da sua sorella e dirle che la remissione è possibile, che lei l’ha vista con i suoi occhi. Ed io ho passato la giornata in uno stato di beatitudine che solo la condivisione di emozioni forti riesce a darti.

In bocca al lupo “sorella”. Io ti starò vicino anche da lontano, anche senza conoscerti.

Dodicesimo

Oggi è il mio dodicesimo re-birthday. Sono quasi adolescente nella mia seconda vita. E oggi, forse per la prima volta, me ne sono ricordata solo ora. Impossibile che passasse del tutto sotto silenzio, sono troppe le cose, ovunque, che mi fanno pensare al passato. Anche fare un giro sul mio blog mi porta inevitabilmente a tornare col pensiero a questo giorno del 2004.

Il ricordo è sempre presente ma ormai è lieve, mi lascia un senso di tenerezza come alla vista di un bambino ormai cresciuto. Buon ri-compleanno a me!

Date

25 novembre 2004

Avevo pensato ad un’uscita in grande stile; vestitino aderente, tacchi alti, tutto perfettamente in tinta. Percorro  il corridoio con i miei stivali che ticchettano ad ogni passo e con il rumore più sordo delle ruote della mia valigetta che mi segue. Ma è sera e quindi l’effetto scenico si è andato a far benedire…il reparto è deserto! Nonostante la cattiva riuscita dell’uscita in pompa magna, sono emozionata come una bambina. Ascensore fino al piano terra, un po’ di corridoi che non ho mai imparato a seguire da sola, passiamo per il pronto soccorso e…sono fuori! Libera! Libera! Libera! La serata  è fredda e umida, forse ha piovuto, o forse no, non ricordo. Però tutto mi sembra bellissimo. Andiamo a casa, la casa da studentessa universitaria di mia cugina che è diventata la base della mia famiglia qui sul campo di battaglia. Trovo qui la mia nonnina, la cuginetta universitaria e Ale. Io e la mami siamo arrivate in tempo per la cena (che non ricordo minimamente) e così passiamo tranquilli la prima serata di libertà. Vado in bagno e guardo il cerotto che copre il buchino lasciato dal CVC. Oggi, come ultima attività ospedaliera, mi è stato tolto e guardare quel cerotto, che per altro sparirà presto, mi fa sentire serena e leggera. Tutta la serata è un susseguirsi di emozioni e stupore. Posso fare pipì seduta. Posso mangiare al tavolo con tutti gli altri. Nessuno ha una mascherina che gli copre la faccia. Nessuno viene per controllare la flebo o per lasciarmi delle medicine anzi, la flebo non c’è proprio! E incredibile!!!

Solo domani scoprirò che oggi è stato anche l’ultimo giorno della piccola Sandra ma oggi, per oggi, tutto quello che sento è LIBERTA’!

25 novembre 2015

Incredibilmente sono passati 11 anni. Undici anni dalla mia rinascita.          Undici anni dalla morte di Sandra.

Ciao piccola Sandra, oggi guarderò la tua stellina che brilla nel cielo.

November rain

Le forze mi mancano in questi giorni di fine novembre…la forza di accettare ancora e ancora il dolore che spesso ci circonda…

ieri era un anno da quando Wide ci ha lasciati

ieri anche il piccolo F. è volato in paradiso

E io vorrei dire BASTA!

10

Che bel numero rotondo è il 10! Ma il mio numero preferito è sempre stato il 7
7 come il 7 agosto, il mio compleanno
7 come il 7 novembre, il mio ri-compleanno
Oggi, il 7 novembre 2014, il mio nuovo midollo compie 10 anni e così i due numeri preferiti si uniscono in una data davvero speciale.
Sono 10 anni di me, di Ale, della mia famiglia, dei mie amici, di amore, di sogni realizzati e di sogno naufragati, di emozioni, di gioie e dolori, di conquiste e di perdite.
10 anni in cui non sono diventata necessariamente una persona migliore ma sono cresciuta ed ho vissuto tanto e anche solo per questo, per aver avuto l’opportunità di vedere il mio primo capello bianco, sono grata. Grata a tutti quelli che hanno contribuito a farmi rimanere qua e grata alla vita stessa, perchè poi puoi impegnarti quanto vuoi ma non sei tu che decidi se vincere o perdere.

p.s. proprio in questi giorni vengo a sapere che un altro amico non è arrivato alla cima della montagna che scalava con coraggio e determinazione. Anche in questo giorno di gioia rmane un velo di dolore che mi accompagna. Ciao Alessio

L’estate che non c’è

Cosa sarà mai successo nel piccolo mondo di piccolaVale? Un sacco di cose tra cui:

Le vacanze/lavoro sulla solita isola adorata. Una settimana meravigliosa di lavoro e immersioni e una, meno meravigliosa, di più lavoro e meno immersioni e qualche incomprensione, e un po’ di fatica.

Al ritorno la doccia fredda di cui già parlavo nel post precedente. Una recidiva (la quarta) che lascia ben poche speranze per un bambino che seguo da tempo. Ok, diciamolo come si deve, nessuna speranza. Nessuna. Ci ho messo un po’ di giorni per venire a patti con questa cosa e ora la metto qua, nella miscellanea delle notizie, perché non ce la faccio proprio a parlarne sul serio che se mi fermo a pensarci ancora mi si ingarbuglia lo stomaco in maniera irreversibile.

DivingLine inizia la stagione autunnale con un ottimo risultato. Questa settimana il primo giorno di overbooking della nostra storia ci farà lavorare tantissimo ma ci renderà anche contentissimi e ci darà la carica per affrontare un paio di mesi belli pieni di lavoro e fatica

Sono stata a vedere il relitto più affascinante del mondo. O almeno quello più affascinante che abbia visto fin’ora e che sta in Italia, ad Arenzano: l’Haven. E’ stato un fine settimana bellissimo e rilassante e le immersioni sono state così belle da farmi girare la testa (più probabilmente era l’effetto dell’azoto, ma così fa più romantico)

Sono stata al matrimonio di un’amica che non vedevo da tempo: bellissima lei, bellissima la serata, bellissimo il matrimonio che parlava di lei, di loro, in ogni suo più piccolo particolare. Dettagli a cui io non avrei mai mai pensato che si fondevano in un’armonia davvero sorprendente.

Al ritorno dal matrimonio mi sono fermata a mettere il diesel alla macchina che mia madre mi aveva prestato per andare alla cerimonia. Che brava figlia, starete pensando voi…peccato che la macchina di mia madre sia a benzina e che io me ne sia accorta solo dopo aver fatto rifornimento. Ho vissuto attimi di vero panico pensando al motore distrutto e a me che dovevo ricomprare la macchina alla mia mamma (e spiegare ad Ale l’accaduto). Ho scoperto, per fortuna, che il diesel in una macchina a benzina non è letale e che ho solo buttato al vento 10 euro. E grazie al mio braccino corto che non mi ha fatto pensare di fare il pieno!

Ho passato, per la prima volta da molto tempo, un fine settimana senza Ale. Io al matrimonio e lui impegnato nell’ennesimo fine settimana di immersioni. E si, va bene, alle coppie fa bene stare separate ogni tanto, ci si riappropria dei propri spazi e bla bla bla. Però preferisco quando stiamo insieme.

Sono andata a cena fuori con mio fratello dopo tanto tempo che non succedeva. E me la sono goduta minuto per minuto.

Ecco, tutto questo di bello e di brutto è successo nella mia vita nell’estate che non c’è.