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Apparizioni e Sparizioni

…ma più che altro sparizioni, visto che mi sono distratta un attimo e mi ritrovo che non scrivo da quasi due mesi. Il fatto è che si tratta di un periodo…come dire…affannosamente meraviglioso.

Meraviglioso perchè la nostra scuola subacquea sta prendendo piede, facciamo corsi di continuo, usciamo tutti i fine settimana con allievi e subacquei “appena nati”, siamo stati due giorni in barca a vela divertendoci tantissimo e abbiamo mille  attività nuove, vecchie, divertenti che ci impegnano e ci fanno tanto sorridere.

Affannosamente perchè tutto questo comporta non avere tempo per nient’altro. Non torno a casa dai miei da un mese e mezzo, non stiro, non cucino, non faccio la spesa, a malapena mi ritaglio il tempo per andare in ufficio (visto che è comunque la mia principale fonte di reddito :-)) e non riesco ad andare a correre più di una volta a settimana, due solo in casi rari. Non parliamo neanche di dormire, perchè non c’è tempo per perdere tempo. Sembriamo due trottoline impazzite: prepara l’attrezzatura, parti, torna, lava l’attrezzatura, riponi l’attrezzatura, riprepara l’attrezzatura…neanche mi ricordo come è fatta la mia casa senza mute, pinne, maschere e quant’altro sparsi in giro per ogni dove. Se mia madre venisse a casa mia in questo momento si strapperebbe i capelli per la disperazione…

Non mi sto lamentando eh! Sono super contenta dell’evoluzione del nostro progetto, abbiamo anche qualche nuova e buona (almeno spero) idea per migliorare ancora. A proposito…che ne dite di un corso subacqueo? Ovviamente per i lettori del blog c’è lo sconto 😀 !!! 

Dr. Jekyll and mr. Hyde

Dr. Jekyll and mr. Hyde sono io. Non che io vada in giro di notte a squartare gente. E neanche ho una doppia faccia davanti alle persone, buona di giorno e stroXXa di notte.

Io sono una persona allegra ed ottimista. Ale mi dice sempre che una delle cose che più ama di me è che sono “gioiosa”, così dice lui. E devo dire che è vero. Io mi sveglio sempre di buon umore, sono sorridente e cerco di vedere sempre il buono delle cose, o quanto meno di minimizzare il cattivo. Anche davanti a piccoli “incidenti” che per altri sarebbero fonte di rabbia (ho rotto un pezzo di muro a casa andandoci a sbattere con una bombola…io l’ho presa sul ridere…Ale un po’ meno, giusto per fare un esempio), io mantengo sempre il sorriso. Perché io sono felice, ma davvero, e quindi tutto mi mette allegria. Ecco, questa sono io anche se ho ovviamente sorvolato sul mio carattere collerico e sulla mia tendenza a puntualizzare anche l’ovvio – magari su queste mie caratteristiche simpatiche farò un lungo luuuungooo post a parte!

Ma la notte invece arriva mr. Hyde ( o il Dr. Jekyll, non sono ferrata sulla storia e non so chi sia il cattivo) e tutto cambia. Quando andiamo a dormire ci capita di scherzare e di giocare un po’ ed è proprio in quei momenti che succede, che arrivano i “pensieri paurosi”. A volte mi ritrovo di colpo a pensare a cosa farei se dovessi riammalarmi, a come reagirei e se il finale sarebbe lo stesso “lieto” come è stato la prima volta. In questi casi la soluzione è facile. Mi avvicino ad Ale, poggio una mano sulla sua schiena e tutto passa. Lui è la mia forza e la mia sicurezza e mi basta toccarlo per non aver più paura. Quando però il pensiero vira sulla possibilità che succeda qualcosa proprio a lui, allora le cose cambiano, la paura è ancora più intensa e difficile da affrontare. E non è paura per lui, o almeno non solo. E’ paura anche per me. Cosa farei io senza di lui? Come riuscirei a gestire l’assenza dell’altra metà della mia mela? Anche solo a pensarci ora mentre lo scrivo, mr. Hyde si affaccia dentro di me e mi fa un sorrisino beffardo ma è giorno, c’è il sole, ed io riesco a scacciarlo come un insetto fastidioso. Ma la notte è dura mandare via questo diavoletto che vuole minare la mia felicità.

Buona Pasqua a Sharm El Sheikh

Non starò qui a raccontarvi quanto bello è il mare di Sharm. Né quanto sia stato divertente passare una settimana di immersioni, sole e mare in un periodo che per me di solito non è sinonimo di vacanza. Questa vacanza è stata invece anche l’occasione per immergerci in una cultura ed in un modo di vivere  che sono totalmente diversi dai nostri. In ordine sparso e non di importanza:

–          in Egitto le patate sono sempre lesse. Se le lessano, sono lesse (e fin qui…), saltate in padella: lesse; al forno: lesse; arrosto: lesse; ci deve essere qualcosa che mi sfugge.

–          In Egitto le donne non lavorano (anzi, lavorano solo in aeroporto). Non ho visto una donna lavoratrice in albergo, nei negozi, sulle barche…da nessuna parte. Solo le bambine (anche piccolissime) che vendono i braccialetti per strada.

–          In Egitto gli uomini non mi considerano. Non che non considerino me personalmente, ma in quanto donna. Io pago in negozio e loro danno il resto al marito, fratello, cugino, accompagnatore di turno. E se il “lui” non c’è è anche peggio. Io chiedo una bottiglia d’acqua e loro mi chiedono se ho i soldi. Scusa???

–          In Egitto guidano come pazzi. Andare contro mano è del tutto normale, accendere i fari di notte decisamente out, niente cinture di sicurezza, nessun interesse per i limiti di velocità. Un’esperienza decisamente agghiacciante.

–          In Egitto le donne vanno in giro coperte da capo a piedi. Non necessariamente con gli abiti tradizionali ma anche in jeans, tunica e foulard per i capelli, ma comunque coperte. Anche al mare. E devo dire che ho avuto un momento di difficoltà a mettermi a prendere il sole in costume, in barca, vicino ad un gruppo di arabi. Cosa avranno pensato quelle donne di questa straniera in mutande? Se c’è qualcuno che legge e che mi sa rispondere io sarei veramente ma veramente interessata a conoscere il loro punto di vista.

–          In Egitto si mangia bene. Diverso da noi, molto speziato, molto “mischiato”, però bene. Ma magari per non più di una settimana.

–          In Egitto dovunque vai c’è qualcuno che ti chiede una mancia. Vai in bagno e c’è una donnina che ti indica quale è il bagno libero (con la porta aperta, potevo capirlo pure da sola) e che, quando ti lavi le mani, ti porge la carta per asciugarti…ovviamente a pagamento.

–          In Egitto, se entri in un negozio e poi non compri nulla si incaXXano. Mi hanno dato della mafiosa per non aver comprato in un negozio…

–          In Egitto ti controllano i documenti 5 volte al giorno. E per entrare al porto devi passare sotto il metal detector e ti perquisiscono la borsa. In aeroporto prima di arrivare all’aereo ci sono almeno sei controlli.

–          In Egitto sanno come si fa un posto di blocco. Transenne che ti obbligano a fare lo slalom a 3 km orari e polizia armata fino ai denti

–          In Egitto non c’è la guerra o, se c’è, la fanno di nascosto. Noi siamo andati felici e sereni. Tutti ci hanno trattato con la massima gentilezza; abbiamo conosciuto persone stupende, sia egiziane sia italiane, e ci siamo sentiti sicuri e ben accolti.

Insomma, questa settimana ho scoperto un mondo totalmente diverso dal nostro, una cultura che già sapevo essere lontana dal nostro modo di vivere ma che lo è più di quanto non credessi ma ho anche scoperto una terra meravigliosa, delle persona davvero speciali e dei paesaggi mozzafiato.

Ah dimenticavo! In Egitto PIOVE. Non succedeva da quattro anni ma mentre c’ero io abbiamo visto anche questo! E scusatemi se è poco!!! Grazie Egitto, grazie Sharm, è stato bellissimo!

Maternità?

Qualche tempo fa stavo leggendo questo post da cui sono rimasta molto colpita, tanto che mi sono letta anche tutti i commenti, tanti, che ha scatenato. In parte mi ha colpito il fatto che a scriverlo sia stata una donna che ha due figli e che, nonostante questo, è riuscita a mettersi così bene nei panni della mamma mancata; e altrettanto mi ha colpito il fatto che, nei commenti, ritrovo tante, tantissime donne che conoscono e riconoscono  perfettamente l’enorme dolore che viene descritto. E so che ne esistono tante. Alcune le conosco personalmente e so che, dietro una facciata sempre sorridente, si nasconde un tormento che sta lì, nell’angolino, ma che rosicchia la sua parte di cuore. Ecco, io dovrei essere una di queste donne…ma non lo sono. E questo, in un modo un po’ perverso, mi fa sentire strana, invece di darmi sollievo. Io non mi sento “mezza” perché non posso avere figli; i figli dei miei amici mi generano un moto di tenerezza, mi portano sempre un sorriso che non è venato di malinconia ma vero e sereno. Non ho fitte al cuore quando passo davanti ad un negozio di abbigliamento per bambini. E mi sento strana per questo. Perché tutti si aspettano che ci si debba disperare per non poter avere figli e io invece non mi sento disperata, non mi sento triste, non mi sento inadeguata, non mi senti diversa. Sono sicura che l’amore per un figlio sia totalizzante e che, una volta provato, non se ne possa più fare a meno, ma io non lo conosco e quindi non ne sento la mancanza. E non coltivo i miei hobby per riempire un vuoto ma semplicemente perché ne ho il tempo e mi diverto.  Chissà, magari in un imprecisato futuro quello che dentro di me si è bloccato si sbloccherà, il mio corpo ricomincerà a funzionare, deciderò di avere un figlio e penserò che prima (cioè ora) ero una pazza che vaneggiava. Però per il momento mi tengo il mio diritto ad essere felice, anzi, a non essere infelice, ed a vivere la mia vita serenamente.

Giusto per dire che ci sono ancora…

La vena scrittoria latita da un pò. Scrivo, a dire il vero, ma niente che meriti di essere pubblicato (e questo la dice lunga se si tiene presente il livello generale del blog J). Sono felice e sono triste, allegra e malinconica, serena e arrabbiata. La vita, come sempre, è una specie di altalena sulla quale ci teniamo forte per non cadere e, contemporaneamente, godiamo della velocità e del vento tra i capelli. Però non è che qualcosa vada male, eh! Anzi! Ho passato un Natale meraviglioso, un giorno speciale insieme alla mai famiglia come non succedeva da tempo, tante fantastiche giornate sulla neve insieme al mio maritino a sciare come pazzi, tanti giorni allegri con parenti ed amici a mangiare come se non ci fosse un domani. Insomma, il 2013 si è concluso tra luci e ombre, tra gioia e dolore  e mi auguro, e vi auguro, che in nuovo anno ci porti un mare di emozioni, possibilmente di quelle positive. E mi auguro anche di riprendere a scrivere qualcosa di più interessante di così. A presto.

Il vortice

Felicità, ansia, tristezza, gioia, divertimento, sconforto, stanchezza, ottimismo, serenità, cupezza, risate, lacrime, spaesamento…questo vortice di emozioni che si alternano alla velocità della luce mi fa sentire frastornata (un’altra emozione?)…a volte penso che non ce la posso fare, però sono così cocciuta che non mi arrenderò mai!!!

La felicità è…

…un mio allievo subacqueo che, parlando con Ale, dice “io con te e Vale, sott’acqua, verrei ovunque”

Tante cose è la felicità. MA per me, ora, la felicità è anche questa: fare una delle cose che amo di più al mondo e sentirmi dire che la faccio bene!