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Speranza

Sono stata libera dalla malattia per tanto tempo. Libera mentalmente intendo, ché fisicamente, per fortuna e per il momento, lo sono ancora. Non che non ci pensi mai, per me sarebbe praticamente impossibile credo. Però si tratta di pensieri fugaci che mi scivolano addosso senza lasciare traccia; sempre se togliamo i miei momenti di terrore prima di dormire di cui spesso ho parlato.

Qualche giorno fa però sono andata a lavorare presso l’ufficio di un cliente. Non tra le mie persone quindi, ma circondata da “semi sconosciuti”. Una di loro ha iniziato a parlare della sorella che ha scoperto da poco di essere malata. Come tutte le persone catapultate nella malattia da un momento all’altro, lei cercava, parlando con i colleghi, un appiglio per superare quei momenti, per trovare una speranza, per aggrapparsi a qualcosa. Io ascoltavo passivamente, non la conosco che di vista…però…le analisi di cui parlava, l’iter della scoperta, gli approcci alle cure erano familiari…troppo familiari…e allora non ho potuto farne a meno: “Leucemia?” le ho chiesto. Si è stupita della mia diagnosi così sicura. “Si, leucemia”. Mi si è accapponata la pelle, nel vero senso della parola e come non mi succedeva da tanto tanto tempo. L’ho guardata sorridendo, anche se con gli occhi lucidi e la pelle d’oca nonostante la giornata calda “Se può esserti di conforto, l’ho avuta anche io, tredici anni fa, e sono ancora qui”. Sono seguite settemila domande, confronti, lacrime e sorrisi e quella pelle d’oca che è iniziata allora e che ho ancora adesso mentre lo racconto. E’ stato un momento meraviglioso e tremendo nel quale ho riprovato tante sensazioni che credevo dimenticate, nel quale ho capito che no, non sono totalmente libera dalla malattia perché quelle sensazioni sono parte di me e mai mi lasceranno ma torneranno a travolgermi in casi come questo. Non si tratta di una cosa brutta. Sono stata davvero felice di poter essere di aiuto, di conforto, a qualcuno che sta iniziando un percorso così duro e che io conosco così bene. Lei è andata via con il sorriso sulle labbra per la prima volta da giorni. Perché aveva trovato quella speranza che cercava; perché quel giorno poteva andare da sua sorella e dirle che la remissione è possibile, che lei l’ha vista con i suoi occhi. Ed io ho passato la giornata in uno stato di beatitudine che solo la condivisione di emozioni forti riesce a darti.

In bocca al lupo “sorella”. Io ti starò vicino anche da lontano, anche senza conoscerti.

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Pace Amore Gioia Infinita

Mio marito mi dice che sono una persona scostante, che non faccio avvicinare nessuno a me. E ha ragione. Ne sto prendendo atto da poco, da quando, per puro caso, lui mi ha detto questa cosa. Io sono gentile e cordiale con tutti ma poi non creo legami importanti, non vado oltre la mera conoscenza, quasi con nessuno.

Però ci sono delle eccezioni. E con loro il legame che c’è ha una forza dirompente. Oggi ho passato 90 meravigliosi minuti con una di queste persone, il mio cuginetto (fratellino in seconda)  che vive negli States e che non vedevo da tempo, tanto tempo. Siamo stati a pranzo insieme, abbiamo parlato fitto fitto, ci siamo raccontati sogni, segreti, dolori, impressioni e pettegolezzi familiari. Ci siamo aggiornati su tutto quello che ci è successo in questo periodo, abbiamo parlato del passato e del futuro. E’ stato bellissimo, emozionante; sono tornata in ufficio in uno stato di euforia e di agitazione che non credevo. Lui mi manca tanto, è una delle pochissime persone delle quali riesco a sentire la mancanza e che sono sempre, sempre, sempre nel mio cuore.

A presto cuginetto. I love you

Casa dolce casa

Fine settimana casalingo. Succede così raramente dalle mie parti che, quando capita, sembra davvero una festa. Pranzetti succulenti, riappropriarsi dei propri spazi, godersi la casa, piccolina ma tanto amata, e tanto tempo per il relax, i libri, la tv, un pò di allenamento e tanto amore.

Quindi la settimana inizia che una marcia in più? Eh no! Perchè ora me ne voglio già tornare a casa, alla serena felicità di ieri

Dodicesimo

Oggi è il mio dodicesimo re-birthday. Sono quasi adolescente nella mia seconda vita. E oggi, forse per la prima volta, me ne sono ricordata solo ora. Impossibile che passasse del tutto sotto silenzio, sono troppe le cose, ovunque, che mi fanno pensare al passato. Anche fare un giro sul mio blog mi porta inevitabilmente a tornare col pensiero a questo giorno del 2004.

Il ricordo è sempre presente ma ormai è lieve, mi lascia un senso di tenerezza come alla vista di un bambino ormai cresciuto. Buon ri-compleanno a me!

Pane mon amour

Mi rendo conto che dopo 6 mesi di silenzio potrei scrivere qualcosa di incisivo però…ieri ho fatto il pan bauletto, quello morbidoso, e mi è venuto ME-RA-VI-GLIO-SO

E lo so che non frega niente a nessuno – non importa neanche a chi in questi giorni lo mangerà, figuriamoci – però io sono proprio orgogliosa e soddisfatta e se non avessi ormai una certa età, me ne andrei a fare la tirocinante da un panettiere/pasticcere…sai quante soddisfazioni!!!

Date

25 novembre 2004

Avevo pensato ad un’uscita in grande stile; vestitino aderente, tacchi alti, tutto perfettamente in tinta. Percorro  il corridoio con i miei stivali che ticchettano ad ogni passo e con il rumore più sordo delle ruote della mia valigetta che mi segue. Ma è sera e quindi l’effetto scenico si è andato a far benedire…il reparto è deserto! Nonostante la cattiva riuscita dell’uscita in pompa magna, sono emozionata come una bambina. Ascensore fino al piano terra, un po’ di corridoi che non ho mai imparato a seguire da sola, passiamo per il pronto soccorso e…sono fuori! Libera! Libera! Libera! La serata  è fredda e umida, forse ha piovuto, o forse no, non ricordo. Però tutto mi sembra bellissimo. Andiamo a casa, la casa da studentessa universitaria di mia cugina che è diventata la base della mia famiglia qui sul campo di battaglia. Trovo qui la mia nonnina, la cuginetta universitaria e Ale. Io e la mami siamo arrivate in tempo per la cena (che non ricordo minimamente) e così passiamo tranquilli la prima serata di libertà. Vado in bagno e guardo il cerotto che copre il buchino lasciato dal CVC. Oggi, come ultima attività ospedaliera, mi è stato tolto e guardare quel cerotto, che per altro sparirà presto, mi fa sentire serena e leggera. Tutta la serata è un susseguirsi di emozioni e stupore. Posso fare pipì seduta. Posso mangiare al tavolo con tutti gli altri. Nessuno ha una mascherina che gli copre la faccia. Nessuno viene per controllare la flebo o per lasciarmi delle medicine anzi, la flebo non c’è proprio! E incredibile!!!

Solo domani scoprirò che oggi è stato anche l’ultimo giorno della piccola Sandra ma oggi, per oggi, tutto quello che sento è LIBERTA’!

25 novembre 2015

Incredibilmente sono passati 11 anni. Undici anni dalla mia rinascita.          Undici anni dalla morte di Sandra.

Ciao piccola Sandra, oggi guarderò la tua stellina che brilla nel cielo.

Marettimo

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Marettimo è un’isola, una delle Egadi all’ estremo ovest della Sicilia. E lo scrivo perché molti, moltissimi non lo sanno. Io per prima che qualche anno fa, la prima volta che ne ho sentito parlare come possibile meta per le vacanze estive, ho detto “nono, noi vogliamo andare su un’isola!”. E la mia amica (grazie Carol per la delicatezza) invece di illuminarmi mi ha guardato con un sorrisino incerto ed ha detto “ah…ok”

A Marettimo il mare è di un colore che non hai idea; il blu e l’azzurro intenso la fanno da padroni con buona pace di tante isole tropicali.

A Marettimo ci sono tanti percorsi da trekking. Ti sembra di stare sulle dolomiti ma poi, alla fine della strada, ti spogli e ti vai a fare il bagno nel mare più bello del mondo

A Marettimo non sanno fare il cappuccino. E non è un problema del singolo bar…non lo sanno fare in nessun bar…ma con gli arancini non li batte nessuno

A Marettimo non ci sono macchine (o quasi), non ci sono alberghi, non ci sono mezzi pubblici, niente supermercati…sembra di essere tornati in un paese di 100 anni fa…bellissimo!

A Marettimo parlano (ovviamente) siciliano. Uno dei dialetti più belli del mondo, una lingua di una musicalità senza eguali. E le persone sono tutte gentilissime e si fanno in quattro per farti contento (anche se magari non capisci sempre ciò che dicono)

A Marettimo, a ferragosto, si fanno i gavettoni. Ma a livello professionistico proprio, nessuno si salva, nessuno si vuole salvare, è  guerra aperta.

A Marettimo gira uno strano virus con vomitino e nausea che ti atterrano per 24 ore e poi torni sano come un pesce. E potevamo noi non provarlo? Certo che non potevamo!

A Marettimo anche le immersioni sono meravigliose. E c’è barracuda point dove 9 volte su 10 ci sono talmente tanti barracuda che non vedi più il mare. E io ci sono stata la decima volta. Ma è stato bellissimo lo stesso.

A Marettimo piove…non succedeva da 5 mesi ma ha iniziato il giorno dopo il nostro arrivo. Proprio come è successo lo scorso anno a Sharm E forse ha ragione mia madre…dobbiamo farci pagare visto che portiamo la pioggia in tutti i posti che ne hanno bisogno 🙂