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Il vortice

Felicità, ansia, tristezza, gioia, divertimento, sconforto, stanchezza, ottimismo, serenità, cupezza, risate, lacrime, spaesamento…questo vortice di emozioni che si alternano alla velocità della luce mi fa sentire frastornata (un’altra emozione?)…a volte penso che non ce la posso fare, però sono così cocciuta che non mi arrenderò mai!!!

Il cancellino dei sogni

Quando ero bambina (si lo so, l’ho presa alla lontana) ho passato un periodo in cui la notte era davvero un momento critico per me. Volevo assolutamente dormire con una lucina accesa e poi mettevo la testa sotto il cuscino e coprivo il tutto con le coperte…un caldo incredibile, ma avevo paura di quello che si nascondeva nelle ombre create dalla mai lucina (spegnerla no eh?!). Se poi il programma tv prescelto per la serata era anche lontanamente pauroso, allora erano guai seri (soprattutto per mia madre che finiva regolarmente a dormire con me – povera!). Una di queste infauste serate, mio fratello, vedendomi molto turbata mi disse che i miei pensieri erano come una lavagna e potevano quindi essere cancellati dai pensieri positivi, bastava volerlo. “E il cancellino –  mi ha detto quel giorno – sta nelle scarpe nuove che hai comprato oggi”. Che tenero il mio fratellone! E che intelligente anche. Già da così piccolo aveva capito il potere terapeutico che un paio di scarpe ha su di me. In effetti io me le ricordo perfettamente quelle scarpe…modello baby, dorate e completamente ricoperte di brillantini colorati…le adoravo!

Anche adesso, comunque, le sue parole di bambino mi restano impresse e così, quando la notte i pensieri non vogliono abbandonarmi e lasciarmi scivolare nel sonno, io penso sempre a quella lavagna e visualizzo il mio cancellino con cui elimino tutti i pensieri spiacevoli. Oppure, in una versione più moderna, penso ad un foglio bianco sul quale concentrarmi per non pensare ad altro.

Che poi…ma a scuola ci sono ancora i cancellini? Mi sa di no…

Stelle e stalle

Decisamente questo è un periodo altalenante. Passo dalle stelle alle stalle nel giro di pochissimo. A volte addirittura nello stesso giorno. Ed oggi è decisamente iniziato come un giorno di stalle. Anzi, a dire il vero, il periodo down si protrae quasi ininterrotto da un paio di giorni. Ho passato un anniversario di matrimonio che speriamo non ce ne siano più così, litigando praticamente tutto il giorno, lavorando insieme senza quasi parlarci, arrivando a casa per cena a notte fonda e andando a dormire con addosso una stanchezza psico-fisica senza eguali. Il giorno successivo – ieri – è andata decisamente meglio; sempre faticoso ma almeno più positivo. Oggi la giornata si prevede più riposante fisicamente però…non ho mai sentito Ale distante da me. Abbiamo litigato, anche furiosamente, abbiamo passato insieme momenti difficili, ma l’ho sempre sentito vicino. Oggi mi sembra distante, distratto, scocciato. E questa cosa mi destabilizza non poco. Non ci sono abituata. Non voglio abituarmici. Siamo stanchi, lo so. Questo è stato un anno duro, ricco di novità e di passione, di esperienze meravigliose e di gioia, di nuovi impegni elettrizzanti e divertenti, ma decisamente duro e abbiamo bisogno di riposo e di tempo per noi.

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Elba

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Vorrei riuscire a raccontare quanto siano stati meravigliosi i giorni che ho passato all’isola d’Elba ma è un po’ che ci provo e non c’è niente da fare. Vorrei riuscire a trasmettere quanto è stato bello visitare i bellissimi fondali che non mi aspettavo, passare oziosi pomeriggi di relax a prendere il sole sul lettino, fare lunghe nuotate in un mare cristallino che neanche in Thailandia. E poi anche raccontare di quanto sia stato meraviglioso passare questi giorni con Ale in assoluta serenità, dopo i nervosismi della vita cittadina; e parlare della gioia di condividere le vacanze con amici che si vedono troppo poco ma che sono sempre nel mio cuore. E conoscere persone nuove che hanno le mie stesse passioni anche se vite totalmente diverse dalla mia. E le risate, le riflessioni, i pranzi pessimi e le cene ottime  entrambi allietati dalla compagnia perfetta. E anche l’emozioni di ricevere un regalo da una ragazza conosciuta da pochi giorni ed alla quale ho fatto il battesimo del mare, che mi ha detto “ti rendi conto che non ti dimenticherò mai? Sei stata la prima persona a portarmi sott’acqua”. E l’emozione del relitto, a pochi metri di profondità ma pur sempre magico. E tanto altro che ora sto sicuramente dimenticando ma che ha contribuito a rendere queste vacanze un piccolo angolo di paradiso che ora rimane nel mio cuore.

Amore e lavoro

E’ ufficiale. Lavorare insieme, moglie e marito, è dura. Molto dura! Vivere insieme è una gioia, la quotidianità è felicità pura ma il lavoro…meglio di no, davvero. E meno male che è un lavoro che entrambi amiamo alla follia!!! E’ tutto una discussione, spesso una lite. Però teniamo duro, troveremo un punto di incontro, un modo per lavorare bene insieme. Che poi il problema sta tutto nella parte organizzativa. Nei corsi siamo una squadra perfetta e i nostri allievi sono contenti e soddisfatti. Ma con la logistica…ottimi risultati anche lì, ma quante discussioni!!!

Tenerella perugina

No, non faccio pubblicità ad un nuovo cioccolatino di una nota marca 🙂

Semplicemente oggi mi è tornato in mente un ricordo d’infanzia. Un’amica dei miei genitori che, quando avevo pochi anni, mi chiamava sempre così: tenerella perugina…ed io sorridevo timidamente e dicevo ” io non mi chiamo tenerella perugina, mi chiamo Valentina” e lei ancora usava quel soprannome (che tra l’altro ora trovo tanto carino) ed io, un po’ meno timidamente, “non mi chiamo tenerella perugina, mi chiamo Valentina” ; lei però insisteva ancora e ancora e allora, alla fine io, con il viso arrossato e praticamente urlando,  “non mi chiamo tenerella perugina, mi chiamo Valentinaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!” con grande divertimento di tutti gli adulti presenti! Che dire? Già da piccola ero una bimba con i nervi saldi!!!!!

Periodi

Certo nella vita ci sono i periodi. Quelli buoni e quelli cattivi. I facili e i difficili. Questo però è un periodo misto. Mica lo sapevo che esistessero. Eppure è così. Abbiamo iniziato, finalmente, il primo corso di sub con il nostro nome sopra, tutto fatto come lo vogliamo noi. Bellissimo. Sabato, alla prima lezione, ci siamo divertiti tanto e siamo anche riusciti a far divertire ed entusiasmare gli allievi (cosa che poi è la nostra fonte di gioia). Insomma, una cosa davvero bellissima; proprio come mi aspettavo che sarebbe stata e anche se l’istruttore ufficiale non sono io ma Ale.

Però non sono tutte rose e fiori. Il lavoro (quello vero) è noioso e piatto, in questo periodo non c’è molto da fare e a me questa situazione risulta alienante. Preferisco di gran lunga avere da lavorare per due che non averne affatto. Per comprare tutta l’attrezzatura per la scuola abbiamo fatto un grande sforzo economico per cui adesso dobbiamo fare i conti qualunque cosa si voglia fare. E, e questa è la cosa peggiore, il nostro vicino di casa continua a disturbare le nostre notti. Sono ormai mesi che dormiamo sul divano per porre tra noi e lui la massima distanza possibile. Gli abbiamo scritto un biglietto chiedendogli di non fare rumore, abbiamo parlato con lui, con il padre, con il fratello. Abbiamo chiamato i carabinieri in piena notte. Niente. Sta buono per un po’ e poi ricomincia. E questo cosa comporta? Solo che io e Ale abbiamo i nervi a pezzi e litighiamo più o meno di continuo. E sta cosa mi logora, davvero. Io non ce la faccio a discutere sempre. Tutto sommato sono una persona assolutamente pacifica, tanto che prima di chiamare le forze dell’ordine per il mio vicino ho dormito sul divano per quasi un anno. Perché io non voglio litigare. Con nessuno. Soprattutto però con le persone che amo. Lui scatta per ogni cosa, anche se gli chiedi se ha controllato la posta elettronica. Ed io, quando scatta, invariabilmente gli rispondo male. Sono solo periodi. E i periodi passano. E dopo il periodo burrascoso, come per incanto, torna il sereno e spunta il sole. Almeno spero. E speriamo presto.

Momenti

E poi arriva il momento in cui un velo nero ti avvolge e cambia la tua visione della vita. Tu in questo momento sei bella comoda nel tuo bozzolo di felicità. Sei contenta, stai realizzando, pian piano, i tuoi sogni; il tuo lavoro, che ultimamente odii, in questo periodo ti sembra più piacevole. Lavori con dei colleghi con cui ti trovi bene, segui dei progetti stimolanti e non ti pesa più troppo alzarti la mattina per andare in ufficio. Insomma, va tutto per il meglio. Poi un fine settimana torni a casa, dalla tua famiglia, e ti accorgi che non è tutto così perfetto. Vieni a sapere che tu fratello, che adori, e sua moglie hanno dei problemi seri di cui a te nessuno aveva parlato; e inizi a chiederti “perchè?” Già, proprio quella domanda che non ti eri mai posta, neanche nei momenti più bui della tua vita. Si perchè non puoi chiedertelo quando ti trovi di fronte alla malattia che, si sa, non guarda in faccia nessuno. Te lo chiedi nel momento in cui il dolore arriva da dove non te lo aspetti, da persone che, pensi, dovrebbero voler bene a tuo fratello e sua moglie. E invece….Continui a non capire come sia possibile, nella tua mente c’è un turbinio di domande che non hanno risposta e vorresti fare qualcosa per lui, per loro, ma non puoi. Non puoi fare niente per loro se non essere lì vicino a tenerli per mano, anzi abbracciarli e fargli capire che da questa parte il sostegno c’è e ci sarà per sempre. E in quel momento le lacrime scorrono. Piangi per lui, per il tuo fratellone che con te ha condiviso tante gioie e tanti dolori, piangi per tua madre che soffre con lui a ogni respiro, che prende il sonnifero perchè non riesce a dormire e poi, nonostante “la pasticca” se ne va in giro di notte per casa come un’anima in pena. E piangi per il tu bozzolo di felicità, ormai incrinato e pieno di falle. Chè tu non puoi essere veramente felice se le “tue persone” non lo sono con te.

Di feste, natura e altro

Si avvicina il prossimo ponte vacanziero. Non vedo l’ora che sia domani sera per avere davanti a me ben 4 giorni senza ufficio. Mi rendo conto, sempre di più, che carico questi momenti di grandi aspettative…speriamo che non siano disilluse…questa volta ho in programma di passare un paio di giorni a casa (che per me si traduce in “a L’Aquila”) a cercare funghi e castagne, a passeggiare nei boschi, a dedicare un pò di tempo alla mia famiglia e all’assoluto relax che solo immergersi nella natura può dare.  E si, se ve lo state chiedendo o lo avete letto, questa notte a L’Aquila c’è stato un altro terremoto: 3.5 della scala Richter. Ma in realtà la terra non ha mai smesso di tremare del tutto. Il precedente è stato non più di due settimane fa ma si vede che oggi non avevano grandi notizie da dare (o magari il terremoto si collocava bene vicino all’uragano Sandy) e allora ne hanno parlato. Niente panico in città, niente danni. Ormai si convive con il tremore e basta.

Cambiando radicalmente argomento (come ormai è d’abitudine), Ale ha anticipato il Natale e mi regalato l’agognato kindle. Che dire? Mi ci trovo benissimo, è proprio un bell’oggettino e, per me che leggo per il 90% in metropolitana, è di una comodità unica. Bellissimo!

La famiglia Bradford

Ve la ricordate la famiglia Bradford? Una famiglia numerosa e unita, dove tutti si vogliono bene e sono uniti e coesi. Praticamente il sogno di ogni famiglia del mondo. Ecco, la mia famiglia è così, o almeno fino ad oggi era così. Numerosa magari no, però coesa, piena di amore e di confidenza tra tutti. No segreti, no liti, no problemi. Una favola insomma!!! Questa settimana sono stata a casa dai miei e il mio sogno di famiglia Bradford si è…non dico infranto…ma incrinato…c’è stata una discussione tra mio padre e la moglie di mio fratello. Se la raccontassi pensereste ad una cavolata, ed infatti lo è. Ma sono sempre le cavolate quelle su cui si litiga; e meno male visto che se si litigasse sulle cose serie sarebbe molto peggio. Però l’atmosfera un pò tesa, il fatto che mio fratello non si sia visto a casa nei due giorni in cui sono stata lì (di solito cerchiamo di passare un pò di tempo insieme, almeno un pranzo)  mi hanno messo un pò di ansia addosso. Io alla famiglia Bradford non ci voglio rinunciare!!! Vorrei che fossimo sempre felici e contenti, che regnasse l’armonia come sempre è stato fino ad ora, che continuassimo a fare fronte comune verso qualsiasi avversità che potremmo incontrare sulla nostra strada. Lo so, lo so che la situazione tornerà normale, ma non vedo l’ora di vedere segnali di distensione e di tornare a trasformarci nella famiglia più amata della tv!!!