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Dr. Jekyll and mr. Hyde

Dr. Jekyll and mr. Hyde sono io. Non che io vada in giro di notte a squartare gente. E neanche ho una doppia faccia davanti alle persone, buona di giorno e stroXXa di notte.

Io sono una persona allegra ed ottimista. Ale mi dice sempre che una delle cose che più ama di me è che sono “gioiosa”, così dice lui. E devo dire che è vero. Io mi sveglio sempre di buon umore, sono sorridente e cerco di vedere sempre il buono delle cose, o quanto meno di minimizzare il cattivo. Anche davanti a piccoli “incidenti” che per altri sarebbero fonte di rabbia (ho rotto un pezzo di muro a casa andandoci a sbattere con una bombola…io l’ho presa sul ridere…Ale un po’ meno, giusto per fare un esempio), io mantengo sempre il sorriso. Perché io sono felice, ma davvero, e quindi tutto mi mette allegria. Ecco, questa sono io anche se ho ovviamente sorvolato sul mio carattere collerico e sulla mia tendenza a puntualizzare anche l’ovvio – magari su queste mie caratteristiche simpatiche farò un lungo luuuungooo post a parte!

Ma la notte invece arriva mr. Hyde ( o il Dr. Jekyll, non sono ferrata sulla storia e non so chi sia il cattivo) e tutto cambia. Quando andiamo a dormire ci capita di scherzare e di giocare un po’ ed è proprio in quei momenti che succede, che arrivano i “pensieri paurosi”. A volte mi ritrovo di colpo a pensare a cosa farei se dovessi riammalarmi, a come reagirei e se il finale sarebbe lo stesso “lieto” come è stato la prima volta. In questi casi la soluzione è facile. Mi avvicino ad Ale, poggio una mano sulla sua schiena e tutto passa. Lui è la mia forza e la mia sicurezza e mi basta toccarlo per non aver più paura. Quando però il pensiero vira sulla possibilità che succeda qualcosa proprio a lui, allora le cose cambiano, la paura è ancora più intensa e difficile da affrontare. E non è paura per lui, o almeno non solo. E’ paura anche per me. Cosa farei io senza di lui? Come riuscirei a gestire l’assenza dell’altra metà della mia mela? Anche solo a pensarci ora mentre lo scrivo, mr. Hyde si affaccia dentro di me e mi fa un sorrisino beffardo ma è giorno, c’è il sole, ed io riesco a scacciarlo come un insetto fastidioso. Ma la notte è dura mandare via questo diavoletto che vuole minare la mia felicità.

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Il vortice

Felicità, ansia, tristezza, gioia, divertimento, sconforto, stanchezza, ottimismo, serenità, cupezza, risate, lacrime, spaesamento…questo vortice di emozioni che si alternano alla velocità della luce mi fa sentire frastornata (un’altra emozione?)…a volte penso che non ce la posso fare, però sono così cocciuta che non mi arrenderò mai!!!

Pensieri disordinati

E’ quasi un mese che non scrivo…wow…come passa il tempo. Il periodo è piuttosto intenso e denso di avvenimenti solo che ancora non c’è niente di decisivo e quindi mi “fa strano” scriverne. Non riuscirò a farlo in ordine, quindi abbiate pazienza.

Abbiamo trovato una piscina per tenere i corsi. Penserete “embè?” e invece la cosa non è così scontata, è stato difficile trovare una piscina che ci affittasse lo spazio acqua per le nostre lezioni; molto più difficile di quanto non avremmo pensato. E quindi siamo felici. La piscina è a L’Aquila, quindi da gennaio (quando inizierà questa nuova avventura) diventeremo dei veri pendolari, tutti i fine settimana su e giù tra lazio ed abruzzo. Sarà bellissimo (spero) e faticosissimo  (sono sicura). Intanto ci sono mille cose da fare. L’associazione sportiva da costituire, l’attrezzatura da comprare, i biglietti da visita, le locandine, i testi del sito e sicuramente sto scordando qualcosa di fondamentale. Viviamo così, pensando solo al nostro nuovo progetto, parlando solo del nostro nuovo progetto e uscendocene in qualunque momento con “…ci siamo scordati questo…”. Ecco, per esempio, non ho scritto che dobbiamo cercare gli allievi. Vi pare una cosa da poco scordarsi gli allievi? Mamma mia che fatica…ma che emozione anche!!!

Parliamo del lavoro “vero”. Io mi annoio. E non mi sento affatto motivata. E lo so che non ti puoi lamentare del tuo lavoro visto che lo hai e che ti pagano lo stipendio e che in questo momento di crisi sei praticamente una privilegiata. Lo so. Però mi annoio lo stesso. E se non fosse un momento così nero ci farei un pensierino a buttarmi nel vuoto. Ma ora non è ancora ora.

Mi vorrei comprare l’e-book reader. Ho detto per mesi che la carta è un’altra cosa, che leggere su uno schermo non dà la stessa emozione. Però ora lo voglio lo stesso; e ovviamente dato il periodo dispendioso, non me lo posso comprare. Sto inviando messaggi subliminali (ma anche no) a parenti e amici per scartare un kindle a Natale. Sono pessima. E vorrei anche la custodia in pelle. Sono DAVVERO pessima.  🙂

Sto diventando una facebook addicted. E dire che avevo disattivato la mia utenza perchè non mi piaceva. E ora invece sto lì a guardarmi intorno di continuo.

Adesso però basta. Sicuramente ho dimenticato qualcosa ma vuol dire che non era importante…

Il vicino nottambulo

Da un po’ di tempo ho un vicino di casa che, per essere gentile, definirei un nottambulo. Di giorno non si vede e non si sente; la sera, quando io vado a dormire, lo sento parlare a voce molto alta. Le pareti delle nostre case, si sa, non hanno isolamento acustico, ma devo dire che a casa mia non ho mai sentito conversazioni degli altri. Ecco, lui sembra che venga a distendersi a letto, tra me e Ale e che lì inizi le sue elucubrazioni. Ieri sera, verso le 23.00 era lì con il suo vocione a dire (mi scuso con i romani se non riesco a riportare esattamente) “ A Pa’, se mettemo insieme io tu, tu madre e tu padre, tiramo su 3000 euri ar mese e st’apposto!!! No? Ma vattene affan…lo!“.  Ora, questa simpatica conversazione si ripete all’infinito includendo, di volta in volta, zii, cognati, genitori e chi più ne ha più ne metta. Tra l’altro forse è al telefono perché il fantomatico Pà (papà? Paolo? Paride? Patrizia?) non apre bocca o, se la apre, lo fa a volume più basso. Finisce sempre che Ale si mette i tappi alle orecchie e si addormenta. Io, che i tappi non li sopporto, dopo un po’ mi addormento lo stesso. Questa notte alle 3 mi sono svegliata per bere e che sento?   ) “ A Pa’, se mettemo insieme io tu, tu madre e tu padre, tiramo su 3000 euri ar mese e st’apposto!!! No? Ma vattene affan…lo!“ e penso…ma che davero??? Ancora? Alle 3 di notte? Sta cosa un po’ mi inquieta. Intanto perché devi essere ben strano per fare lo stesso discorso per 4 ore in piena notte, poi perché l’appartamento di fianco a l mio (da dove viene la voce) è VUOTO!!! I miei vicini si sono trasferiti qualche mese fa e da allora è tutto chiuso e buio. Si sente solo sta voce di notte, e solo qualche volta. Poi io, si sa, sono pure fantasiosa e quindi ho varie teorie:

–          i vicini ci stanno facendo una ripicca per qualcosa e hanno architetta tutto questo?

–          L’ex vicino che ha lasciato la casa la affitta a evasi e latitanti della peggior specie?

Vabbè, speriamo che almeno abbassino la voce!!!

Momentaneamente assente

Si lo so…non scrivo, non commento, non partecipo. Abbiate pazienza…qua l’ansia sale, cresce, deborda. Studio, allenamento, ripasso. E se continuo così mi sa che mi licenziano visto che sono presente fisicamente ma con la testa…ASSENTE. Del tutto proprio. Mi devo ricordare il mio mantra:

FERMATI – RESPIRA – PENSA – AGISCI

E da lunedì tornerò ad essere una persona normale. Almeno spero.

Fine prima parte

Eccomi qua, tornata, abbronzata, felice e…stanca!!! Tanto tanto stanca!!!! Ragazzi che fatica sto corso!!! Sveglia alle ore 7.00 e ore ed ore di teoria e di esercizi in acqua. Prove di lezioni teoriche, prove di esercitazioni pratiche, simulazioni di salvataggi in mare…una quantità pressochè infinita di “interrogazioni” e di nozioni da ricordare, imparare, acquisire ed essere in grado di riversare nelle testoline di eventuali futuri allievi. Quindi? Qual è il giudizio sulla settimana appena passata? ME-RA-VI-GLIO-SA! Abbiamo imparato, in questa settimana, più di quanto non sia successo negli ultimi due anni (e ne abbiamo fatti di corsi e di immersioni negli ultimi due anni!!) Siamo tornati arricchiti e fiduciosi. Certo, non sono mancati momenti di sconforto (il terzo giorno volevo mettermi in un cantuccio a piangere e rinunciare a tutto il progetto per quanto ero sconfortata dall’andamento delle prove). Ma poi abbiamo stretto i denti, abbiamo trovato la giusta concentrazione e siamo andati dritti per la nostra strada per raggiungere l’agognato obiettivo. Ed ora? Ora siamo tornati a Roma, alla vita quotidiana, al lavoro. Ma siamo concentrati sullo studio, sull’allenamento, sull’esecuzione perfetta degli esercizi ad ogni costo!!! A tratti vengo travolta dall’ansia, è difficile stare calmi quando sai che tu quelle cose le sai fare ma che basta un piccolo errore, una dimenticanza durante l’esecuzione di un esercizio per dover rifare tutto da capo. Ma cerco di stare tranquilla. In fondo mi sto impegnando con tutta me stessa. Mancano meno di tre settimane e poi…