Il primo bacio

Ero al mare, a casa di mia nonna e tu, allora “solo amico” sei venuto da me per riportarmi a casa. Prima di ripartire abbiamo deciso di fermarci a mangiare in un ristorante li al mare. Un buonissimo pranzo di pesce, un buon vino e poi, un pò brilli, siamo andati a passeggiare sulla spiaggia. Per la prima volta soli, in riva al mare, mano nella mano… poteva non succedere? No, non poteva…e quindi eccolo là, il primo bacio.

Sono passati 15 anni, giusti giusti, proprio oggi. E quelle meravigliose emozioni di allora non sono niente in paragone a quello che abbiamo adesso…

A casa mia

La nostra esperienza di scuola subacquea a quanto pare ci porta sempre a nuove scoperte e ad una crescita della nostra consapevolezza come persone. Posso dire che da quando DivingLine ha iniziato la sua avventura io conosco molto meglio la piccolaVale e anche Ale. So in maniera più chiara ciò che voglio e, soprattutto, ciò che non voglio. Ho anche scoperto che la vita in associazione non è facile.

Nel nostro viaggio da scuola subacquea abbiamo conosciuto tante persone nuove, e soprattutto tanti che condividono la nostra passione per il mondo sommerso e per l’insegnamento. Da questi incontri è nata una “associazione di associazioni”; un’idea meravigliosa sia per crescere come scuola subacquea sia per fare sempre cose più grandi, più belle, più divertenti. Un modo insomma per trovare nuovi allievi e per dare, a quelli già trovati, una migliore gamma di servizi. Non solo subacquea quindi, ma cena di Natale, festa di carnevale, cinema e teatri,gite fuori porta e chi più ne ha più ne metta. Bellissimo, meraviglioso, un’idea veramente vincente…o no?

L’idea si, è davvero fantastica ma la realizzazione? 4 scuole diverse, 10 teste da mettere d’accordo, tanti che vogliono decidere per tutti. Ecco, posso dire di aver capito una cosa fondamentale di me in questi ultimi mesi. Io non sono una prima donna, non voglio decidere chi deve fare cosa e quando; non voglio prevaricare gli altri né essere io il leader indiscusso della situazione.

Ma a casa mia, comando io. E basta.

Non l’avrei mai detto ma la presenza di gente, che tutto sommato conosco pure poco, che vuole dirmi come mi devo comportare e cosa devo fare dentro casa mia mi fa davvero, ma davvero, ma davvero incaXXare. Una roba mai vista.  E non è che io pretenda molto. Ma io al cinema, al teatro, in qualunque viaggio o manifestazione ci vengo solo se ci voglio venire, se i miei associati ci vogliono venire, se ho i soldi per venirci. In tutti gli altri casi io mi organizzo come mi pare, come mi va, come mi conviene. E non accetto musi lunghe, frecciatine e sguardi torvi. Da nessuno.

E se questo significa che devo rinunciare alla meravigliosa idea della super associazione allora…OK. No problem. Io in fondo nella mia casetta piccola ma ben funzionante e che mi riempie di soddisfazione ci sto bene, anzi benissimo.

E non ho bisogno di trasferirmi in una mega villa con il riscaldamento rotto.

Libertà

Oggi libertà è:

per la prima volta, dopo 10 anni che vivo in questa città, aver preso la macchina ed essere andata a cena dall’altra parte del mondo da sola.

E lo so che la verità è che dovrei vergognarmi di aver aspettato tanto e che per praticamente tutti sarebbe normale una performance del genere. Ma per me non è così, a me sta città mi mette proprio ansia (e i romani, scusate se ve lo dico, guidano come dei pazzi!) e quindi, dopo questa meravigliosa prodezza, io mi sento LI-BE-RA!!!

November rain

Le forze mi mancano in questi giorni di fine novembre…la forza di accettare ancora e ancora il dolore che spesso ci circonda…

ieri era un anno da quando Wide ci ha lasciati

ieri anche il piccolo F. è volato in paradiso

E io vorrei dire BASTA!

10

Che bel numero rotondo è il 10! Ma il mio numero preferito è sempre stato il 7
7 come il 7 agosto, il mio compleanno
7 come il 7 novembre, il mio ri-compleanno
Oggi, il 7 novembre 2014, il mio nuovo midollo compie 10 anni e così i due numeri preferiti si uniscono in una data davvero speciale.
Sono 10 anni di me, di Ale, della mia famiglia, dei mie amici, di amore, di sogni realizzati e di sogno naufragati, di emozioni, di gioie e dolori, di conquiste e di perdite.
10 anni in cui non sono diventata necessariamente una persona migliore ma sono cresciuta ed ho vissuto tanto e anche solo per questo, per aver avuto l’opportunità di vedere il mio primo capello bianco, sono grata. Grata a tutti quelli che hanno contribuito a farmi rimanere qua e grata alla vita stessa, perchè poi puoi impegnarti quanto vuoi ma non sei tu che decidi se vincere o perdere.

p.s. proprio in questi giorni vengo a sapere che un altro amico non è arrivato alla cima della montagna che scalava con coraggio e determinazione. Anche in questo giorno di gioia rmane un velo di dolore che mi accompagna. Ciao Alessio

L’estate che non c’è

Cosa sarà mai successo nel piccolo mondo di piccolaVale? Un sacco di cose tra cui:

Le vacanze/lavoro sulla solita isola adorata. Una settimana meravigliosa di lavoro e immersioni e una, meno meravigliosa, di più lavoro e meno immersioni e qualche incomprensione, e un po’ di fatica.

Al ritorno la doccia fredda di cui già parlavo nel post precedente. Una recidiva (la quarta) che lascia ben poche speranze per un bambino che seguo da tempo. Ok, diciamolo come si deve, nessuna speranza. Nessuna. Ci ho messo un po’ di giorni per venire a patti con questa cosa e ora la metto qua, nella miscellanea delle notizie, perché non ce la faccio proprio a parlarne sul serio che se mi fermo a pensarci ancora mi si ingarbuglia lo stomaco in maniera irreversibile.

DivingLine inizia la stagione autunnale con un ottimo risultato. Questa settimana il primo giorno di overbooking della nostra storia ci farà lavorare tantissimo ma ci renderà anche contentissimi e ci darà la carica per affrontare un paio di mesi belli pieni di lavoro e fatica

Sono stata a vedere il relitto più affascinante del mondo. O almeno quello più affascinante che abbia visto fin’ora e che sta in Italia, ad Arenzano: l’Haven. E’ stato un fine settimana bellissimo e rilassante e le immersioni sono state così belle da farmi girare la testa (più probabilmente era l’effetto dell’azoto, ma così fa più romantico)

Sono stata al matrimonio di un’amica che non vedevo da tempo: bellissima lei, bellissima la serata, bellissimo il matrimonio che parlava di lei, di loro, in ogni suo più piccolo particolare. Dettagli a cui io non avrei mai mai pensato che si fondevano in un’armonia davvero sorprendente.

Al ritorno dal matrimonio mi sono fermata a mettere il diesel alla macchina che mia madre mi aveva prestato per andare alla cerimonia. Che brava figlia, starete pensando voi…peccato che la macchina di mia madre sia a benzina e che io me ne sia accorta solo dopo aver fatto rifornimento. Ho vissuto attimi di vero panico pensando al motore distrutto e a me che dovevo ricomprare la macchina alla mia mamma (e spiegare ad Ale l’accaduto). Ho scoperto, per fortuna, che il diesel in una macchina a benzina non è letale e che ho solo buttato al vento 10 euro. E grazie al mio braccino corto che non mi ha fatto pensare di fare il pieno!

Ho passato, per la prima volta da molto tempo, un fine settimana senza Ale. Io al matrimonio e lui impegnato nell’ennesimo fine settimana di immersioni. E si, va bene, alle coppie fa bene stare separate ogni tanto, ci si riappropria dei propri spazi e bla bla bla. Però preferisco quando stiamo insieme.

Sono andata a cena fuori con mio fratello dopo tanto tempo che non succedeva. E me la sono goduta minuto per minuto.

Ecco, tutto questo di bello e di brutto è successo nella mia vita nell’estate che non c’è.

Ritorno

Oggi era il giorno del ritorno e del racconto, entusiasta a tratti, delle mie vacanze/lavoro.

Oggi “Lei” è tornata a colpire, a colpire duro. E anche se non ha colpito vicino, mi è passata lo stesso la voglia. Certe volte la vita non è giusta per niente.

 

Apparizioni e Sparizioni

…ma più che altro sparizioni, visto che mi sono distratta un attimo e mi ritrovo che non scrivo da quasi due mesi. Il fatto è che si tratta di un periodo…come dire…affannosamente meraviglioso.

Meraviglioso perchè la nostra scuola subacquea sta prendendo piede, facciamo corsi di continuo, usciamo tutti i fine settimana con allievi e subacquei “appena nati”, siamo stati due giorni in barca a vela divertendoci tantissimo e abbiamo mille  attività nuove, vecchie, divertenti che ci impegnano e ci fanno tanto sorridere.

Affannosamente perchè tutto questo comporta non avere tempo per nient’altro. Non torno a casa dai miei da un mese e mezzo, non stiro, non cucino, non faccio la spesa, a malapena mi ritaglio il tempo per andare in ufficio (visto che è comunque la mia principale fonte di reddito :-)) e non riesco ad andare a correre più di una volta a settimana, due solo in casi rari. Non parliamo neanche di dormire, perchè non c’è tempo per perdere tempo. Sembriamo due trottoline impazzite: prepara l’attrezzatura, parti, torna, lava l’attrezzatura, riponi l’attrezzatura, riprepara l’attrezzatura…neanche mi ricordo come è fatta la mia casa senza mute, pinne, maschere e quant’altro sparsi in giro per ogni dove. Se mia madre venisse a casa mia in questo momento si strapperebbe i capelli per la disperazione…

Non mi sto lamentando eh! Sono super contenta dell’evoluzione del nostro progetto, abbiamo anche qualche nuova e buona (almeno spero) idea per migliorare ancora. A proposito…che ne dite di un corso subacqueo? Ovviamente per i lettori del blog c’è lo sconto 😀 !!! 

Dr. Jekyll and mr. Hyde

Dr. Jekyll and mr. Hyde sono io. Non che io vada in giro di notte a squartare gente. E neanche ho una doppia faccia davanti alle persone, buona di giorno e stroXXa di notte.

Io sono una persona allegra ed ottimista. Ale mi dice sempre che una delle cose che più ama di me è che sono “gioiosa”, così dice lui. E devo dire che è vero. Io mi sveglio sempre di buon umore, sono sorridente e cerco di vedere sempre il buono delle cose, o quanto meno di minimizzare il cattivo. Anche davanti a piccoli “incidenti” che per altri sarebbero fonte di rabbia (ho rotto un pezzo di muro a casa andandoci a sbattere con una bombola…io l’ho presa sul ridere…Ale un po’ meno, giusto per fare un esempio), io mantengo sempre il sorriso. Perché io sono felice, ma davvero, e quindi tutto mi mette allegria. Ecco, questa sono io anche se ho ovviamente sorvolato sul mio carattere collerico e sulla mia tendenza a puntualizzare anche l’ovvio – magari su queste mie caratteristiche simpatiche farò un lungo luuuungooo post a parte!

Ma la notte invece arriva mr. Hyde ( o il Dr. Jekyll, non sono ferrata sulla storia e non so chi sia il cattivo) e tutto cambia. Quando andiamo a dormire ci capita di scherzare e di giocare un po’ ed è proprio in quei momenti che succede, che arrivano i “pensieri paurosi”. A volte mi ritrovo di colpo a pensare a cosa farei se dovessi riammalarmi, a come reagirei e se il finale sarebbe lo stesso “lieto” come è stato la prima volta. In questi casi la soluzione è facile. Mi avvicino ad Ale, poggio una mano sulla sua schiena e tutto passa. Lui è la mia forza e la mia sicurezza e mi basta toccarlo per non aver più paura. Quando però il pensiero vira sulla possibilità che succeda qualcosa proprio a lui, allora le cose cambiano, la paura è ancora più intensa e difficile da affrontare. E non è paura per lui, o almeno non solo. E’ paura anche per me. Cosa farei io senza di lui? Come riuscirei a gestire l’assenza dell’altra metà della mia mela? Anche solo a pensarci ora mentre lo scrivo, mr. Hyde si affaccia dentro di me e mi fa un sorrisino beffardo ma è giorno, c’è il sole, ed io riesco a scacciarlo come un insetto fastidioso. Ma la notte è dura mandare via questo diavoletto che vuole minare la mia felicità.

Buona Pasqua a Sharm El Sheikh

Non starò qui a raccontarvi quanto bello è il mare di Sharm. Né quanto sia stato divertente passare una settimana di immersioni, sole e mare in un periodo che per me di solito non è sinonimo di vacanza. Questa vacanza è stata invece anche l’occasione per immergerci in una cultura ed in un modo di vivere  che sono totalmente diversi dai nostri. In ordine sparso e non di importanza:

–          in Egitto le patate sono sempre lesse. Se le lessano, sono lesse (e fin qui…), saltate in padella: lesse; al forno: lesse; arrosto: lesse; ci deve essere qualcosa che mi sfugge.

–          In Egitto le donne non lavorano (anzi, lavorano solo in aeroporto). Non ho visto una donna lavoratrice in albergo, nei negozi, sulle barche…da nessuna parte. Solo le bambine (anche piccolissime) che vendono i braccialetti per strada.

–          In Egitto gli uomini non mi considerano. Non che non considerino me personalmente, ma in quanto donna. Io pago in negozio e loro danno il resto al marito, fratello, cugino, accompagnatore di turno. E se il “lui” non c’è è anche peggio. Io chiedo una bottiglia d’acqua e loro mi chiedono se ho i soldi. Scusa???

–          In Egitto guidano come pazzi. Andare contro mano è del tutto normale, accendere i fari di notte decisamente out, niente cinture di sicurezza, nessun interesse per i limiti di velocità. Un’esperienza decisamente agghiacciante.

–          In Egitto le donne vanno in giro coperte da capo a piedi. Non necessariamente con gli abiti tradizionali ma anche in jeans, tunica e foulard per i capelli, ma comunque coperte. Anche al mare. E devo dire che ho avuto un momento di difficoltà a mettermi a prendere il sole in costume, in barca, vicino ad un gruppo di arabi. Cosa avranno pensato quelle donne di questa straniera in mutande? Se c’è qualcuno che legge e che mi sa rispondere io sarei veramente ma veramente interessata a conoscere il loro punto di vista.

–          In Egitto si mangia bene. Diverso da noi, molto speziato, molto “mischiato”, però bene. Ma magari per non più di una settimana.

–          In Egitto dovunque vai c’è qualcuno che ti chiede una mancia. Vai in bagno e c’è una donnina che ti indica quale è il bagno libero (con la porta aperta, potevo capirlo pure da sola) e che, quando ti lavi le mani, ti porge la carta per asciugarti…ovviamente a pagamento.

–          In Egitto, se entri in un negozio e poi non compri nulla si incaXXano. Mi hanno dato della mafiosa per non aver comprato in un negozio…

–          In Egitto ti controllano i documenti 5 volte al giorno. E per entrare al porto devi passare sotto il metal detector e ti perquisiscono la borsa. In aeroporto prima di arrivare all’aereo ci sono almeno sei controlli.

–          In Egitto sanno come si fa un posto di blocco. Transenne che ti obbligano a fare lo slalom a 3 km orari e polizia armata fino ai denti

–          In Egitto non c’è la guerra o, se c’è, la fanno di nascosto. Noi siamo andati felici e sereni. Tutti ci hanno trattato con la massima gentilezza; abbiamo conosciuto persone stupende, sia egiziane sia italiane, e ci siamo sentiti sicuri e ben accolti.

Insomma, questa settimana ho scoperto un mondo totalmente diverso dal nostro, una cultura che già sapevo essere lontana dal nostro modo di vivere ma che lo è più di quanto non credessi ma ho anche scoperto una terra meravigliosa, delle persona davvero speciali e dei paesaggi mozzafiato.

Ah dimenticavo! In Egitto PIOVE. Non succedeva da quattro anni ma mentre c’ero io abbiamo visto anche questo! E scusatemi se è poco!!! Grazie Egitto, grazie Sharm, è stato bellissimo!